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Idee di viaggio per il 2016: a bordo del Titanic

Barbara Micheletto Spadini
7 marzo 2013

Il Titanic tornerà a solcare gli oceani. Il miliardario Clive Palmer ha presentato il progetto faraonico a New York, annunciando che il Titanic II, replica del leggendario transatlantico naufragato durante il viaggio inaugurale nel 1912, salperà nel 2016 da Southampton a New York.
La costruzione di una riproduzione precisa del Titanic, in versione high-tech, avverrà in Cina, i lavori inizieranno entro fine anno e, se tutto andrà come previsto, il Titanic II verrà inaugurato nel 2016 con lo stesso itinerario compiuto dal Titanic nel 1912.
Il Titanic II, 270 metri di lunghezza e 65.000 tonellate di peso, avrà proprio come il transatlantico originale, tre classi separate. «Non ci saranno mescolamenti tra le classi» ha garantito Palmer. E in prima classe, secondo il suo racconto, i passeggeri potranno godersi le sontuose scale, la riproduzione della piscina e i bagni turchi ricostruiti esattamente come il gemello. A bordo i passeggeri indosseranno abiti d’epoca e gusteranno piatti e prelibatezze identiche a quelle servite a bordo nel 1912. A differenza dell’originale, il nuovo Titanic ospiterà un casinò e, soprattutto, sarà un metro più largo: una caratteristica che gli assicurerà maggiore stabilità. Avrà inoltre più scialuppe di salvataggio. Secondo quanto dichiarato da Palmer almeno 40 mila persone si sono mostrate interessate a viaggiare sul nuovo Titanic. La Star Line Blue, la società di Palmer che si sta occupando della costruzione della nave, ha rivelato che le offerte in termini economici per un biglietto si aggirano attorno al milione di dollari.
Quando il Titanic fu costruito rappresentava la massima espressione della tecnologia navale di quei tempi ed era il più grande e lussuoso transatlantico del mondo. Naufragò, il 15 aprile 1912, durante il viaggio inaugurale dopo l’impatto con un iceberg nell’Atlantico del Nord. Sulle oltre 2.200 persone a bordo solamente 700 si salvarono dal naufragio. “Uno dei benefici del riscaldamento globale – ha commentato a questo proposito il signor Palmer – è che nell’Oceano non ci sono più così tanti iceberg”.  Un dettaglio – non da poco – che sembra di buon auspicio.

Barbara Micheletto Spadini


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