Letteratura

Igor

Marina Petruzio
6 maggio 2018

Igor è quello che dorme in un folto verde ospitato nella copertina dell’albo a lui dedicato dalla sua amica Francesca Dafne Vignaga e pubblicato da edizionicorsare.

Un ciuffo peloso col quale giocare, farlo muovere sul foglio, vedere come si comporta in quello spazio che ha invaso, non chiamato, arrivato lì forse giocando con la matita in una di quelle giornate in cui, chissà…E poi attorno costruirgli un mondo. Quel modo che Igor sta esplorando in cerca di simili ma anche solo di altri. Un mondo, forse, suggerito proprio dai racconti dei suoi viaggi.

Igor ha un colore quasi mimetico: un tortora di base sporcato di grigio sulle punte di quella pelliccia spettinata. E peli color bianco in superficie, morbidi come piume, il ciuffo che disegna il suo profilo sin dal naso, bianco. Un colore che sta bene con tutto e con tutti, chiaro che sfuma al rosa sul piccolo naso e sulle gote. I primi tempi forse era un po’ più grigio, un po’ più cupo, ma solo nel colore, i suoi occhietti vispi e profondi, l’espressione furba, ma comunque ha sempre amato volare con ali di farfalla colorate portate come uno zainetto caricato sulle spalle e per celia un cerchietto con antenne lunghe e nere! Forse la sua illustratrice gli ha spiegato che per stare nel mondo dei bambini quel sorrisetto…prendere in giro le farfalle…

La sua casa è un piccolo sacchetto di rami, ramoscelli ancora in fiore e terra. Un nido attaccato a penzoloni al ramo più basso di un antico e scintillante ginkgo biloba che si specchia in acque serene. Circondato da una natura che dal basso vola in alto oltre il foglio, oltre la pagina in un crescendo che è musica se sai fischiare con le foglie di acacia come sa ben fare Igor.

Nell’albo che abita non ci sono tensioni. Igor si muove nella pagina bianca come nei suoi pensieri, e quando decide che esce per cominciare la perlustrazione del mondo attorno, alla ricerca di altri ciuffi pelosi come lui, la porta sul mondo è una folta foresta fiorita dove tra frasche e fiori qualche foglia che ci ricorda casa, forse, guardando bene, c’è!

E nel momento in cui entra, col suo fagottino bianco a pois neri – che sarà vela e poi ali ancora, per volare con e come le farfalle…Igor! – ecco, il viaggio comincia, qui senza più parole.

Così Igor sarà per mare, fra rotonde onde, ricche di pesci silenziosi, in cieli rosa di albe o tramonti, a volare con le farfalle su prati odorosi di camomilla. La sua versatilità, e il suo colore, lo porterà a familiarizzare coi pipistrelli e dormire a testa in giù, fraternizzare coi pesci rossi – forse l’imitazione meglio riuscita di un pesce in muta e occhialini da piscina di un rosso sfavillante! – cercare di pigolare come un uccellino in un altro nido cercando di passare inosservato o di assomigliare a un orsetto lavatore intento a farsi il bagno al fiume. La sera poi quando il cielo si accende di stelle ecco provare con i gufi. Il sorriso di Igor, tra il serio e il faceto di un’imitazione ben riuscita nel tentativo di assomigliare e appartenere, pone come l’accento sull’espressione degli altri che non può passare inosservata!

L’incontro con un altro non-si-sa-bene-cosa come lui sancirà un’amicizia. Ma è a casa dove si torna, sulle rive di quel mare sereno, rosa del cielo a fine giornata, il fagottino a pois neri pronto a diventar coperta quando le conchiglie musicali, sparse sulla sabbia, cesseranno la loro musica e allora non importerà più essere chi o che cosa ma solo Igor sdraiato in quel folto verde, con le mani incrociate sotto la testa. E’ così che succede che Igor te lo porteresti a casa.

 

Igor
Testo e illustrazioni Francesca Dafne Vignaga
Edito Edizioni Corsare
Euro 18,00
Età di lettura: per tutti


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