Leggere insieme

Il bimboleone e altri bambini

Marina Petruzio
12 Maggio 2019

Gabriele Clima pubblica con Edizioni CorsareIl bimboleone e altri bambini”, la mano felice di Giacomo Agnello Modica lo illustra e il risultato è un’infanzia moltiplicata, infinita: quanti sono i bambini del mondo? Tanti, tantissimi. E tutti diversi…con un carattere loro, con sfumature particolari, complessità assortite e istinti che si direbbero, talune volte, animaleschi.

Se l’affascinante daimon de “La bussola d’oro” ideato da Philip Pulmann era un animaletto alter ego della persona a cui era affiancato alla nascita, mutevole per forma e specie all’oscillare dello stato emotivo del suo umano, grande o piccino che fosse – quanto ci aveva incantato pensare di poter essere Lyra per un istante e immaginare di avere anche noi finalmente il nostro piccolo daimon! – qui, Gabriele Clima pone il suo sguardo di scrittore su chi, senza saperlo, assume, per carattere o capacità immaginativa tutta propria, caratteristiche animalesche e senza essere a un ballo in maschera! Perché se li osservi per bene, questi strani individui che sono i bambini viene di fatto da pensare che sono proprio degli animaletti. Ora selvatici e intoccabili e l’attimo dopo coccoloni a peso morto come un gatto; silenziosi come pesci rossi e molesti come un’invisibile zanzara. Quelli poi che saltano sempre come lepri? Per loro il mondo non c’è che dire, va troppo lento! Ma poi, per contro, ci sono anche quelli che sono lenti e posati come tartarughe – e pensarli assieme a quelli lepre… Per non parlare poi di quelli sempre di cattivo umore, modalità broncio e pronti all’urlo se solo tenti di avvicinarli: sono come dei leoni che ruggiscono per mettere i puntini sulle i, ma poi, messi al loro posto, son pronti anche al sorriso.

Tra zanzare e scimmie non si sa cosa scegliere, uno sempre in agguato e l’altro sempre attaccato. Poi ci sono quelli fragili come farfalle e quelli timidi come lucertole. Quelli a cui piacciono le tane: sotto il cuscino, sotto al letto, sotto al tappeto, ogni tanto riemergono, si guardano in giro e poi si rituffano là, dove solo loro possono andare come piccole talpe indaffarate. Ci sono bambini che vivono di coccole e tenerli accanto è come avere un peluche sempre desideroso di farsi accarezzare, ma ci sono per contro quelli che solo il gesto varrebbe una cornata, sono come tori sempre imbizzarriti, irruenti e chiassosi. O quelli che se tenti di stringerli in un abbraccio sono già scivolati via, altrove: sono come anguille. E poi quelli che sembrano dei ricci tutti chiusi al mondo e pronti a pungere, ma solo se in quel momento hanno paura.

Sono questi i bimbogatto, i bimbopesce, i bimbozanzara – e chi non ne conosce almeno uno tra quelli più vicini a sè! – i bimboleone – e questi da mane a sera bisogna saperli maneggiare – e quelli tartaruga. I bimbofarfalla, i bimbotoro – che concorrono con quelli leone – i bimbotalpa e così via. Ogni bimbo, in alternanza nelle illustrazioni sia bambini che bambine, una caratteristica che pone l’accento sopra le altre, che lo rende somigliante a un’altra specie.

Gabriele Clima non si ferma qui, ma osserva più a lungo e si fa una sua idea che come una nota a piè pagina, scrive sotto o di lato. Due righe per dire come ogni bimbo, e ogni bimba, può essere reso veramente felice nel suo essere questo o quello. Non da meno le matite di Giacomo Agnello Modica. Non ci sono bambini in piccolo, sperduti in fondo alla pagina e perché da lontano poco caratterizzati; al contrario, con un chè che sa di anni ‘50, che sta tra la pubblicità e l’arte puntuale di Norman Rockwell, vengono caratterizzati, vestiti, pettinati, colorati, 14 bimboqualcosa, a ognuno dedicata una doppia pagina che a piacimento riempiono. Hanno ciglia e sopracciglia, hanno nasi – alcuni all’insù altri ancora di più – e cinque dita nelle mani; ma quel che più hanno è la forza espressiva per dire chi sono: stringendo una criniera ruggendo, o prendendo il toro per le corna, aggrappandosi alle gambe della mamma o rubando un calzino a papà sfilandolo dal piede mentre comodamente legge il giornale sul divano. Ciò che non significano col volto lo dicono con gli occhi, con il loro sguardo, con quel sorriso tenero appena accennato di chi si sta guardando e sorride all’animaletto che è in lui.

Allora c’è proprio da domandare ma tu che bambino sei? Ma anche che bambino sei stato, come in una specie di gioco, protagonisti sè stessi dove l’espressività diventa la chiave come quel bimbo in copertina, sì, dai, il bimboleone!

 

PS: è vero quel che ho letto su un altro libro ancora, che bambini e animali rendono più bello il mondo e quando sono dei piccoli daimon ancora di più – e quante strade si percorrono ad accostare i libri!

 

Il bimboleone e altri bambini
testo di Gabriele Clima
illustrazioni di Giacomo Agnello Modica
edito edizioni corsare 2019
euro 18
età di lettura: per tutti



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