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Il cinema e le sue location: 5 città raccontate da celebri ciak

Silvia Ragni
28 Febbraio 2019

Cinema e metropoli: ovvero, quando un film rende iconica una città. Casi di questo tipo sono molteplici, si intrecciano con la storia della Settima Arte. Alcune leggendarie pellicole hanno legato il loro titolo a un luogo, accendendo su di esso i riflettori e l’attenzione generale.

Qualche esempio? “Casablanca”, “Morte a Venezia”, “Vacanze Romane”, “L’anno scorso a Marienbad”, “Ultimo tango a Parigi” svelano apertamente la location in cui si sviluppa la trama. È un espediente perfetto per evocare potenti suggestioni, per catturare l’immaginario del pubblico prima ancora di coinvolgerlo visivamente di fronte allo schermo. Ma soprattutto, per accrescere la fama di località fino ad allora solo immaginate, vagheggiate, conosciute durante le lezioni di geografia o di storia.

Il cinema, si sa, possiede il dono di rendere reali i sogni: farci viaggiare con la fantasia è la sua specialità. Grazie ai fotogrammi di un film possiamo conoscere metropoli, così come località, di ogni epoca ed ogni continente. E a prescindere dal fatto che il titolo li citi o meno, come dimostrano “Il Postino” di Massimo Troisi (ambientato tra Procida e Salina) o certe opere di Pupi Avati il cui genere, ribattezzato “Gotico Padano”, prende il nome da location che diventano elemento fondante della trama: è il caso – appunto – della Pianura Padana, in cui il regista girò “fiabe nere” memorabili quali “La casa dalle finestre che ridono” e “Le strelle nel fosso”. L’argomento – o sarebbe meglio dire “il soggetto” – è affascinante al punto tale da spronarci ad approfondirlo, andando alla ricerca di ambientazioni che il cinema ha dotato di un inedito, superlativo appeal.

Ve ne proponiamo cinque: una più intrigante dell’altra.

La Roma de “La Grande Bellezza”
Tra le tante pellicole che ritraggono Roma, “La grande bellezza” (2013) di Paolo Sorrentino è valso all’Italia, nel 2014, il premio Oscar al miglior film straniero. La città eterna non ha certo bisogno di presentazioni, ma a Sorrentino va il merito di averla raccontata con iconicità potente: basti pensare alla terrazza affacciata sul Colosseo dove il protagonista Jep Gambardella – uno scrittore affetto da blocco ispirativo – organizza ogni sera “teatrini” mondani con gli amici. Un itinerario all’insegna degli scenari del film non può prescindere da una visita al “Fontanone”, al tempietto di San Pietro in Montorio, al Giardino degli Aranci, a Palazzo Barberini. E poi, ancora, a Villa Medici, alle Terme di Caracalla, alla Fontana di Trevi. Ma la vera “grande bellezza” è una Piazza Navona in notturna, tra lo scrosciare degli zampillii e i passi che risuonano nel silenzio: è in questa dimensione onirica, quasi magica, che la meraviglia della Capitale si svela nella sua quintessenza.

La Berlino di “Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino”
Una Berlino grigia, struggente, ricca di poesia anche laddove emergerebbe lo squallore: è la Berlino di “Christiane F.-Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino”, film girato nel 1981 da Uli Edel. Tutto il mondo è rimasto toccato dalla storia vera di Christiane, a 14 anni già dipendente dall’eroina. Siamo a metà degli anni ’70, il muro non è ancora caduto. Berlino affascina una miriade di intellettuali e artisti (uno su tutti, David Bowie) che vi si trasferiscono in massa. Per ritrovare le location in cui si muove Christiane è tassativo visitare la Gropiusstadt, imponente con i suoi palazzi-dormitorio, arrampicarsi sul rooftop dell’Europa-Center di Charlottenburg e perdersi lungo la Kurfürstenstraße, storico viale di Berlino: è qui che si trovava il S.O.U.N.D, la discoteca frequentata da Christiane e dai suoi amici. Imprescindibile, poi, far tappa alla stazione di Zoologischer Garten, lo “Zoo di Berlino”, un crocevia di droga e di prostituzione che fa snodo alle vicende della protagonista.

La Londra di “Notting Hill”
Questa pellicola di Roger Michell, un cult dei “romantic movies”, avvolge Londra in un’incantevole allure rosa. Girato nel 1999, “Notting Hill” racconta il colpo di fulmine scoccato tra una diva hollywoodiana (interpretata da Julia Roberts) e un libraio (interpretato da Hugh Grant) del pittoresco quartiere londinese che dà il titolo al film: dopo peripezie scaturite dal divario sociale tra i due, l’amore trionfa regalandoci uno splendido lieto fine. Inutile dire che le location del film siano diventate tappe di un vero e proprio tour. Una volta raggiunto Notting Hill, potrete rintracciare la casa del libraio, con il suo portone blu, al 280 di Westbourne Park Road, mentre la libreria che fu “galeotta” della love story con la star ha sede al 142 di Portobello Road. A 300 m. di distanza da questa via – e dal celebre, omonimo mercatino – vi imbatterete invece nel delizioso Rosmead Gardens, il giardino privato nel quale la coppia penetra scavalcando rocambolescamente il muro che lo cinge.

La Praga di “Amadeus”
Premiato con otto Oscar, “Amadeus” è una pietra miliare della filmografia di Milos Forman. Il film, uscito sul grande schermo nel 1985, prende spunto da una presunta rivalità tra Antonio Salieri e Wolfgang Amadeus Mozart per narrare la vita di quest’ ultimo. Stimato compositore di corte il primo, giovane talento salisburghese il secondo, i due iniziano a confrontarsi allo Schönbrunn di Vienna, residenza dell’imperatore Giuseppe II d’Asburgo. Sarà un anziano Salieri a rievocare la loro storia in un continuo flashback. Se volete calarvi nelle atmosfere di “Amadeus”, dirigetevi a Praga: è lì, e non a Vienna, che fu girato il film. Salieri comincia il suo racconto a Invalidovna, un ex ospedale militare, mentre il Palazzo dell’Arcivescovo fa da sfondo alla corte di Giuseppe II. Al Teatro degli Stati – tra i più antichi d’Europa – va in scena gran parte delle opere, e non a caso. Due famose opere di Mozart (“Don Giovanni” e “La clemenza di Tito”) debuttarono, infatti, proprio qui.

La Saint Tropez di “Piace a troppi” (o “E Dio creò la donna”)
“Piace a troppi” di Roger Vadim, nel 1956, incoronò Brigitte Bardot “sex symbol” a livello planetario. Fu proprio allora che Saint-Tropez, dove venne ambientata la pellicola, da suggestivo villaggio di pescatori si tramutò in meta ambita dal jet-set internazionale: qui la diva acquistò una villa, la Madrague, in cui risiede tuttora. Innamorata di Saint-Tropez da sempre, nei panni di Juliette (la protagonista di “Piace a troppi”) la Bardot la rese mitica. Le viuzze della città vecchia, che nel film percorre scalza o in bicicletta, rappresentano il cuore più autentico del gioiello della Costa Azzurra. Tappe must di questo itinerario sono il ristorante ultrachic L’Escale, Place des Lices con il suo mercato provenzale e la leggendaria pasticceria La Tarte Tropézienne, che prende il nome da un dolce alla crema adorato da BB. In riva al mare troverete poi la spiaggia di La Ponche e l’Hotel omonimo, due angoli d’incanto: tra i loro habitué figuravano nomi del calibro di Sartre e di Picasso.

 



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