Il consumo critico batte la crisi: 7 italiani su 10 acquistano bio

staff
8 ottobre 2012

Sette italiani su dieci preferiscono il bio. Anche se la crisi mette a dura prova il portafoglio delle famiglie, il mercato del biologico continua a crescere e l’Italia resta il principale produttore europeo, in termini di quantità e diversità delle produzioni, con 1 milione e 100mila ettari certificati. E’ quanto emerge dal rapporto ‘Bio, benessere garantito’, realizzato da Aiab, Coldiretti e Legambiente, in occasione della 13esima edizione della Biodomenica, la giornata dedicata all’agricoltura biologica in corso nelle principali piazze italiane. Dal rapporto emerge come in Italia il settore del biologico registri un fatturato di circa 1 miliardo e 550 milioni di euro l’anno, con 1.096.889 di ettari investiti nelle coltivazioni dedicate. Il nostro Paese, quindi, risulta al settimo posto nella classifica mondiale con il 3% circa della superficie complessiva coltivata a biologico, valutata sui 37 milioni di ettari. In linea generale, il settore degli operatori risulta in crescita dell’1,3% rispetto al 2010, con 48.269 operatori.

Tra le regioni con maggiore presenza di aziende bio c’è la Sicilia seguita dalla Calabria, mentre per le aziende di trasformazione impegnate nel settore spicca l’Emilia Romagna seguita da Lombardia e Veneto. Sul piano dei consumatori si registra un aumento della spesa dell’8,9% su base annua, in leggero rallentamento rispetto al tasso di crescita del 2010, ma in chiara controtendenza con la riduzione complessiva dei consumi di generi alimentari convenzionali. Il cibo bio più consumato in termini di spesa è ancora rappresentato dalle uova, grazie anche al buon incremento registrato rispetto al 2010 (+21,4%), ma gli aumenti nei consumi si rilevano soprattutto per i prodotti lattiero-caseari con una crescita degli acquisti nel 2011 del 16,2% e per altri alimenti come biscotti, dolciumi, snack (+16,1%) e bevande analcoliche (+16%).

Meno rilevanti gli aumenti per l’ortofrutta fresca e trasformata (+3,4%), che resta comunque la categoria principale tra i prodotti biologici consumati, raggiungendo un’incidenza sul totale pari a quasi un terzo in termini di valore.

La crescita degli acquisti nel corso del 2011 è più accentuata al sud (+19,2%), anche se le regioni settentrionali mantengono un peso preponderante, con oltre il 70% di incidenza sul totale, confermando una forte propensione al consumo rispetto a una vocazione produttiva tipica invece delle regioni del centro-sud. Nonostante l’andamento favorevole dei consumi, dal punto di vista della spesa pro-capite, l’Italia invece non si colloca nelle primissime posizioni della graduatoria mondiale ed europea, dove a primeggiare sono la Svizzera e la Danimarca.

 

Fonte: LaPresse