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Il dopo Simons di Calvin Klein: pronto a una nuova era?

Martina D'Amelio
14 Gennaio 2019

Raf Simons sulla passerella SS19 di Calvin Klein

Calvin Klein è pronto a ripartire dopo l’abbandono, solo qualche settimana fa, di Raf Simons. Sembra proprio giunta una nuova era per il brand di Pvh, che punta su un piano di rilancio fondato su strategie del tutto nuove (e lontane dalla visione dell’eclettico designer).

Il dopo Simons, ha fatto sapere l’azienda, si focalizzerà su tre importanti iniziative. La prima coinvolgerà da vicino la linea Calvin Klein 205W39NYC, una delle creazioni dello stilista belga. Che cambierà totalmente nome e approccio, in modo da raggiungere una più ampia fetta di fan e consumatori, pur restando nel comparto luxury. Anche se, al momento, non si sa quando la label ritornerà in passerella. Previsto anche il consolidamento e il rafforzamento delle linee al maschile Calvin Klein Sportswear Calvin Klein Jeans.

Il secondo punto riguarda invece il retail: Calvin Klein punterà sempre di più su una strategia omnichannel. La storica boutique al 654 di Madison avenue a New York chiuderà in primavera, e se al suo posto sorgeranno altri avamposti più capillari. L’attenzione virerà maggiormente sulla shopping experience, offline ma soprattutto online. Novità coinvolgeranno da vicino app e siti web, a tutto giovamento della consumer experience. Primi step del progetto: l’approccio digital-first e la costituzione di una Cmo-Consumer marketing organization, per rispondere rapidamente ai mutamenti del mercato con figure specializzate.

In terza battuta, la nuova era di Calvin Klein ripartirà dal proprio Paese natale, il Nord America, che sarà interessato da una totale razionalizzazione della divisione. “Tutte queste iniziative ci permetteranno di gestire un business più moderno, dinamico ed efficace, oltre a permetterci di aumentare i guadagni e reinvestire nel marchio. Il nostro settore sta assistendo a una trasformazione storica del comportamento dei consumatori che presenta un’opportunità di crescita significativa. Ora più che mai, dobbiamo raddoppiare la nostra capacità di soddisfare le loro richieste creando prodotti ed esperienze culturalmente rilevanti che coinvolgono le comunità, spingendo la moda verso il futuro“, ha dichiarato a proposito del piano Steve Shiffman, amministratore delegato di Calvin Klein.

A che prezzo? Per il rilancio di Calvin Klein, la proprietaria Pvh stima 120 milioni di costi nei prossimi 12 mesi. D’altronde il business, anche senza un timone creativo, naviga in buone acque: il management ha alzato le previsioni sui bilanci di fine anno, portando ad almeno 9,57 miliardi (8,3 miliardi di euro) le entrate dell’esercizio fiscale 2018. Distribuito in più di 110 Paesi, con 10mila addetti nel mondo, Calvin Klein dovrebbe raggiungere in pochi anni i 12 miliardi di dollari di ricavi.

Ed è questo tutto ciò che conta per la proprietà: a Simons resta la stima personale di giornalisti e celebs (come dimostrano gli ultimi Golden Globes: tante star hanno scelto di indossare sul red carpet i suoi abiti firmati CK). Magra consolazione?


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