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Il fascino intellettuale di Chanel Haute Couture: la ricerca su Karl della dottoressa Viard

Martina D'Amelio
2 Luglio 2019

Al Grand Palais rivive l’archivio di Karl Lagerfeld: il nuovo direttore artistico Virginie Viard, per la collezione autunno-inverno 2019/2020 di Chanel Haute Couture, riscopre la potenza dei codici della Maison.

Catalogare, sintetizzare, schedare secondo i criteri di classificazione più opportuni per la ricerca: questo il ruolo di un qualsiasi archivista, che Virginie Viard interpreta al meglio sulla passerella allestita nella “casa” parigina del brand. Un riferimento diretto, a partire dalla location, arredata proprio come un imponente storage di volumi e faldoni. D’altri tempi: perché i riferimenti al presente e al futuro sono piuttosto interconnessi al ricordo indelebile del passato nella collezione d’Alta Moda disegnata dalla stilista per il marchio della doppia C.

In scena, non uno spettacolo teatrale come quelli a cui il Kaiser ci aveva abituati, ma piuttosto un sincero ritorno al suo stile, un viaggio nella memoria dell’azienda, condotto dall’esperta archivista che ha lavorato fianco a fianco a Lagerfeld per diversi anni. Chi meglio di lei può conoscere l’heritage della Maison? Via libera quindi a cappotti lunghi che si avvitano sul corpo, ovviamente nel mitico tweed e contraddistinti da maxi bottoni retro in cristalli e perle. Capi che si indossano come maxi dress, da abbinare a calze total white e mocassini di stampo vittoriano, attualizzati da un nuovo stile a punta squadrata. E poi i tailleur icona della casa di moda, resi più moderni da un nuovo taglio oversize che passa dal bavero della giacca alla gamba ampia dei pantaloni. L’ultima frontiera della femminilità, da portare sulla pelle nuda al pari di mini tubini strutturati in colori neon e macro jumpsuit a pettorina strette in vita da cinture anni Cinquanta. Un look che sembra congeniale a un’esperta collegiale, a una dottoressa di ricerca proclamata con il massimo dei voti: insomma, a una “geniale” come la Viard.

Il riferimento si attualizza negli abiti per la sera, in numero maggiore del solito: vestiti lunghi in tweed o chiffon arricchiti da inserti floreali e fiocchi sui corpetti, che si indossano con gli occhiali da vista a farfalla, giusto per non perdere il fascino intellettuale. Tra i preziosismi Couture, maxi manteau di paillettes e inediti, rilassatissimi kimoni in seta o in volant di tulle leggerissimo. Perché dopo aver passato ore e ore sui libri (o sotto i riflettori, che dir si voglia) giunge l’ora di riposare. E sognare, ancora una volta.



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