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Il futuro di Gucci? È sempre più verde

Martina D'Amelio
8 giugno 2018

Dopo aver eliminato la pelliccia dalle sue collezioni con buona pace degli amanti dell’iconico mocassino Princetown, Gucci compie un nuovo, importante passo in avanti verso la sostenibilità.

In occasione del World Environment Day la Maison ha presentato Gucci Equilibrium, un nuovo portale integrato il cui scopo è proprio raggiungere un maggiore “equilibrio” in merito alle tematiche dell’ambiente, del personale, della trasparenza e della ricerca in campo ecologico. L’ennesima tappa del piano decennale a sostegno di una politica green e della tutela dei dipendenti intrapreso da Gucci e da Kering, volto a connettere sempre di più i fashionisti globali con l’importanza del pianeta e della natura. Ambiente, persone e nuovi modelli di innovazione sostenibile sono le tre tematiche intorno alle quali ruota il nuovo indirizzo, dove si legge: “Gucci Equilibrium racchiude tutti i nostri valori, i nostri istinti positivi e le nostre ambizioni. È un bilanciamento tra quello che di estetico produciamo e i valori etici in cui crediamo”.

Un claim che si rispecchia nelle parole del ceo Marco Bizzarri: “Gucci non è un’azienda dove i valori sono parole vuote e lasciate fuori dalla porta: Gucci Equilibrium è un modo efficace per diffondere questa energia positiva nei confronti di tutti coloro che amano il marchio”. Il primo capitolo operativo del progetto vede protagonista proprio l’India, il Paese della Giornata Mondiale dell’Ambiente: Gucci collaborerà con I was a Sari, l’impresa sociale fondata da Stefano Funari che coinvolge donne di comunità marginalizzate di Mumbai realizzando l’up-cycling dei classici costumi e insegnando nuove competenze al fine di offrire nuove opportunità di lavoro.

Gucci Equilibrium però è solo l’ultima delle iniziative sostenibili della Maison, che è stata premiata lo scorso anno ai Green Carpet Fashion Awards Italia e ha di recente lanciato il Gucci Artlab in Toscana per la produzione degli accessori in modo sempre più sostenibile (sviluppando il programma Scrap-less nella conceria, che sfrutta meno energia, acqua e chimica nelle lavorazioni). Il brand inoltre si è impegnato a ridurre il proprio impatto ambientale creando nuovi standard retail e riuscendo a ottenere la tracciabilità del 95% delle materie prime. A livello sociale, è stata la prima azienda luxury ad aderire a Parks – Liberi e Uguali, l’organizzazione senza scopo di lucro che promuove all’interno delle aziende i valori della diversità dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Marco Bizzarri ha inoltre annunciato che presto ciascuno dei dipendenti della Maison avrà diritto di dedicare l’1% del proprio orario lavorativo a iniziative di volontariato.

Insomma: il futuro di Gucci è sempre più verde. In tutti i sensi.

 

 

 


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