Postcards

Il Giappone a Parigi

Carla Diamanti
31 Gennaio 2019

Una folla di turisti invade ogni giorno la piazza del Trocadéro per ammirare la Tour Eiffel in una delle sue prospettive migliori. Il fascino della Dame en Fer trattiene gli sguardi e – dopo gli innumerevoli scatti – richiama inevitabilmente verso gli scalini e poi fino agli Champs de Mars. Prima di scendere, voltando le spalle per un attimo alla torre più famosa del mondo, vale la pena di fare una deviazione per andare a scoprire una esposizione unica. Bastano pochi passi lungo l’avenue du Président Wilson e sulla place de Iéna ecco il Museo Guimet, una perla dedicata alle arti asiatiche: statue, oggetti rituali o della vita quotidiana che raccontano i viaggi in Oriente di Émile Guimet, industriale di Lione che nel 1876 partì per un giro del mondo da cui tornò con una collezione straordinaria di oggetti da Giappone, India e Cina. Così cominciò la collezione che andò a integrare quella cominciata da un altro orientalista, Louis Delaporte, con straordinarie opere di arte khmer dalla Cambogia, e che Guimet decise di esporre in un museo che fece costruire appositamente a Parigi, inaugurato nel 1889.

Merita sempre di essere visitato, ma da pochi giorni vanta un’attrattiva in più perché ospita tre capolavori senza pari. Arrivano dal tempio Kofukuji della città di Nara, capitale del Giappone fra il 710 e il 784, fanno parte del patrimonio culturale nazionale e per la prima volta sono esposti fuori del Paese di origine grazie a un prestito eccezionale. Esposte nella rotonda della biblioteca – uno dei luoghi più suggestivi del museo – lasciata in penombra e illuminate da fasci di luce che le mettono ancora di più in evidenza, le tre statue scolpite nel legno offrono un’occasione privilegiata per contemplare l’espressione plastica della divinità. Un contrasto straordinario fra i due guardiani, riprodotti in movimento e con i muscoli in tensione a raffigurarne il vigore e la potenza, e il Bodhisattva centrale, scolpito in un unico pezzo di legno e raffigurato nella posizione statica e sacrale di colui che ha raggiunto il Nirvana e che può accompagnare a loro volta i fedeli lungo lo stesso cammino.

Un vero viaggio nella storia e nelle credenze popolari, di cui non si conosce l’autore. Grazie a un’iscrizione rinvenuta all’interno di uno dei due guerrieri, si sa che risalgono a un’epoca precedente al 1248, quando vennero restaurate. Difficile lasciare la sala staccandosi dai movimenti del corpo dei due guerrieri che riproducono i canoni dell’estetica barocca della scuola di Nara: vigore, potenza, realismo corrono lungo vene e muscoli, sprizzano dagli occhi di cristallo di roca incrostati nel legno. Raccontano il lungo viaggio della religione e delle sue manifestazioni, dall’India e lungo la Via della Seta, lasciano immaginare la loro forza di difensori del tempio ai cui lati erano posti in origine in modo da difenderlo, pronti a scagliare fulmini contro gli spiriti maligni.

“Nara – Trésors du bouddhisme japonais” è la mostra conclusiva del calendario Japonismes 2018 che ha investito la città e portato il Sol Levante in musei, gallerie e spazi pubblici. Ancora per pochi giorni si possono ammirare il Throne di Kohei Nawa, una installazione monumentale esposta sotto la piramide del Louvre (fino al 18 febbraio) che raffigura un gigantesco trono fluttuante che si ispira alle forme e alle origini dei carri utilizzati in Oriente durante le feste religiose, riprodotto con tecnologia 3D e rivestito di foglia d’oro. Le opere di Tsuguharu Foujita, uno dei principali artisti della Scuola di Parigi, raccolte in una retrospettiva esposta alla Maison de la Culture du Japon fino al 16 marzo. Nella bellissima Halle St. Pierre, ai piedi di Montmartre, la mostra Tandem Paris – Tokyo Art Brut Japonais (fino al 10 marzo) è una carrellata di opere di una cinquantina di creativi che attingono a varie forme di cultura. A margine di questa esposizione, il 27 e 28 febbraio presso la Maison de la Culture du Japon verrà presentata una straordinaria esibizione di tamburi “zuiho-taiko”. Tutta dedicata all’oggettistica, invece, la mostra Objets inspirés, 1867-2018, fino al 3 marzo presso il Musée des Arts Décoratifs de Paris.

 

Nara – Trésors du bouddhisme japonais
Musée National des arts Asiatiques – Guimet
6, Place d’Iéna
Fino al 18 marzo 2019

 

 

 

 

 



Potrebbe interessarti anche