Leggere insieme

Il giardino curioso

Marina Petruzio
15 luglio 2018

Peter Brown nel 2009 pubblica con Little, Brown and Company, un marchio di Hachette Book Group, Il giardino curioso, oggi nelle librerie italiane grazie a Giralangolo, con la traduzione di Anselmo Roveda.

Nove anni dopo la pubblicazione in America, quando la High Line di New York, vecchia linea ferroviaria sopraelevata che attraversava la città, costruita negli anni ‘30 e completamente dismessa negli anni ‘80 del secolo scorso, è ormai un parco cittadino lineare di 2,33 km. Ma agli inizi, come agli inizi di questa storia, quando Liam la scopre, sui binari abbandonati da tempo cominciava solo a fiorire uno sporadico giardino spontaneo. Liam è un bambino che ama stare all’aperto anche nei giorni di pioggia, quando può giocare nelle pozzanghere. Vive in una città resa grigio-verde da smog e inquinamento e a differenza di tanti suoi coetanei che gironzolano tra le pagine e le storie della letteratura per l’infanzia, nei giorni di pioggia indossa un impermeabile verde-melma e anche gli spicchi bianchi e rossi del suo ombrello hanno un tono abbassato, polveroso, come tutto attorno. Ma non è del tempo che qui si vuole parlare, quanto delle scoperte mirabolanti che un girovagare lento per la città a volte può portare. A occhio attento, sempre.

Quel giorno di pioggia poco limpida e festosa – ecco, i colori usati da Peter Brown nelle prime pagine di questo albo sono decisamente i toni di un ambiente fisso, di quel verde poco naturale che non prevede guizzi, disarmante, consecutivo e immutabile – Liam fece alcune scoperte. La prima riguardava una porta aperta sulle scale che dal basso portavano su, ai binari della High Line e la seconda era che su quei binari abbandonati, resi rossicci dal tempo e dal disuso, in alcuni punti rotti, a pezzi mancanti, in quello spazio abbandonato, alto tra i palazzi newyorkesi, qualcosa spontaneamente e faticosamente stava tentando di riappropriarsi di uno spazio. In un tempo molto addietro già suo. Piantine rese nane dalla fatica, che quando si cresce da soli su un terreno duro e secco si fa quel che si può, sterpaglie quasi vive ma ancora non del tutto secche, macchie di muschio, lichene e qualche filo d’erba. Troppo rumore in città per sentirne il respiro di quel verde, lo scricchiolio delle radici che tentano di allungarsi in un terreno battuto da strada, arido, le briciole di terra faticosamente smosse rotolare via con un fruscio e poi un leggero tonfo. Quasi un sospiro. Quel tentativo caparbio di giardino aveva bisogno di un giardiniere che ne ricompensasse e orchestrasse lo sforzo.

Liam è un bambino, non un giardiniere. Il suo istinto è da giardiniere, le sue cure inizialmente solo da bambino amorevole. Ma la natura di un bambino e quella di un giardino spontaneo sono le stesse e sotto le mani a volte incerte di Liam, tra le note delle sue canzoni, canticchiate per una o per l’altra piantina proprio come quelle canticchiate a lui, un altro tipo di verde si fa largo: il verde brillante punteggiato di colori di un giardino che cresce sotto le sue mani e segue i suoi passi curioso come un bambino che gira per la città in un giorno di pioggia e in quel girovagare attento incontra. E mentre il giardino avanza, curioso soprattutto delle cose vecchie e dimenticate, perfetto esempio di urban wildlife, invade la ferrovia, si inerpica sulla segnaletica urbana, abbraccia i vecchi idranti ancora lì, dopo tutto quel tempo, anche le stagioni si susseguono, il tempo passa, i giardinieri aumentano tra pagine che non han bisogno di testo per raccontare, riquadrate come vecchie foto ingiallite ai lati, che oggi, a distanza di tempo l’intera città è sbocciata e poter riguardare il prima ammirando il dopo non ha bisogno di parole.

L’autore in ultima pagina lascia i bambini con qualche interessante quesito: Cosa succederebbe se un’intera città decidesse di collaborare davvero con la natura? Come potrebbe cominciare tutto questo? Forse da una palla di terra e semi, chissà…

 

 

Il giardino curioso
di Peter Brown
testo italiano di Anselmo Roveda
edito Giralangolo
euro 15
età di lettura: dai 5 anni per tutti


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