Leggere insieme

Il gigante arriva a Parigi

Marina Petruzio
2 giugno 2018

Duetto particolare quello che giocano in EDT- Giralangolo per Il gigante arriva a Parigi, di recente pubblicazione. Una giovane design di gioielli con una forma speciale, il suo segno: un pesce, attorno ai quali costruisce storie, una narrazione particolare che anima i suoi progetti, Ginevra Dondina, e un graphic design/illustratore, conoscitore di infanzia, Emiliano Mattia Fadda.

Non a tutti gli sguardi è dato poter vedere il mondo e avere la capacità di sintetizzarlo in unità base, in forme geometriche semplici. Non a tutte le menti è dato di saper narrare storie attraverso una forma semplice o un colore. Giocare con le forme è una capacità che richiede di rimanere fanciulli un po’ più a lungo per poter mantenere la capacità di vedere cose in un segno e di entrare in relazione con la metericità di un colore.

Giallo, rosso e blu tornano per cui in un albo per bambini che racconta la storia di un gigante. Ma sono un giallo un po’ sporco che quasi tende all’ocra, un azzurro che pare il colore di un fiore e non del cielo è un rosso in perfetto tonalità con i due precedenti. Cartonati, di un cartone almeno da due millimetri, e opachi. Qui comincia una storia che si confonde tra design e illustrazione. Tra grafica e gioco in una sintesi di forme e di visioni che parlano di tetti, del traffico cittadino, di un fiume impossibile da guadare e di una città molto, molto rumorosa…Parigi.

Con tre forme declinate in due misure Ginevra Dondina e Emiliano Mattia Gadda inventano la loro Parigi, città non di facile gestione per un gigante, evidentemente!, che arriva da un paese che pare essere molto diverso da questo. Una bellissima città di tante luci, dai cento tetti, con auto che vanno e vengono tra grandi boulevard e piccole rue a qualsiasi ora del giorno e della notte, strombazzando e rombando. Cani che altro non sanno fare se non abbaiare a gran voce e un fuggi fuggi generale di uccelli e umani alla sua sola vista! Mica facile la vita in città!

La storia è buffa e costruita per attirare l’attenzione e creare aspettativa: cosa succederà nella pagina seguente? Quali ostacoli troverà ancora il grande Gigante alto e puntuto? Riuscirà ad attraversare il fiume che sinuoso, blu e profondo, attraversa la città sempre davanti ai piedi del povero gigante? Nelle pagine come all’interno di una valigetta con le forme in legno magnetiche si compongono piccole scene dall’impaginato altamente grafico e a effetto. La pagina bianca, lo spazio compositivo che a volte si riempie di colore a volte di pioggia, tre forme in sei pezzi che a volte sono nave, a volte uccello, cane, umano, auto, ombrello o un gigante disperato che altro non chiedono che di trovare nuove posizioni, disegni particolari e magari un ponte per attraversare la Senna senza incastrarsi nel piccolo tubo del metró!

Finito di giocare, raccontare, inventare, contemplare la Tour Eifell, immaginare, le forme tornano al loro posto, nell’incavo disegnato per loro nei risguardi della copertina di un bel cartone. Non sarà difficile ospitare altre forme, piccoli oggetti, ritagli personali per correre veloce su quella striscia blu, a volte fiume a volte pista, o per far compagnia a un gigante solo a Parigi. Quei segni, le forme, quelle campiture di colore piatto ben si adeguano a altri racconti.

 

Il gigante arriva a Parigi
di Ginevra Dondina e Emiliano Mattia Fadda
edito EDT – Giralangolo
euro 17,50
età di lettura per piccoli grandi e grandissimi


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