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Il lato B della moda in mostra a Parigi

Martina D'Amelio
8 Luglio 2019

Si chiama Back Side/Dos à la mode la mostra che ha appena aperto i battenti al museo Bourdelle di Parigi, dedicata al lato B della moda.

Protagonisti dell’originale exhibition i vestiti visti da dietro: una prospettiva spesso poco considerata, che offre una visione inedita del mondo fashion, solitamente focalizzato sul volto e sulla parte anteriore. Una parte del corpo che spesso sfugge agli occhi dell’osservatore delle passerelle – basti pensare alle foto delle sfilate, per la maggior parte realizzate frontalmente – e che ora diventa elemento chiave della rassegna curata da Alexandre Samson.

Se il valore della schiena risulta poco considerato, di certo è altamente simbolico. E a studiarlo, nel corso degli anni, sono stati soprattutto pittori, scultori, fotografi e, non ultimi, gli stilisti: proprio il loro modo di interpretare la back side va in scena nelle sale del polo d’appoggio del Palais Galliera – chiuso fino al prossimo dicembre per via dei lavori di ristrutturazione – in un racconto suggestivo che si snoda attraverso i busti di schiena scolpiti da Antoine Bourdelle nell’Ottocento.

  • Corsetto del XIX secolo

  • Balenciaga Autunno Inverno 1961/1962

  • Lanvin autunno-inverno 2010/2011

  • Schiaparelli primavera-estate 2015

  • Givenchy primavera-estate 2018

  • Rick Owens primavera-estate 2016

  • Jean Paul Gaultier autunno-inverno 2003/2004

La rassegna ospita una serie di creazioni viste di spalle, per regalare finalmente una visione d’insieme e tridimensionale dell’abito, di cui la parte posteriore ne rappresenta una fondamentale chiave di comprensione. Seguendo questa filosofia, la mostra al Musée Bourdelle raccoglie una selezione di 100 abiti dagli anni Venti a oggi e l’esposizione valorizza proprio il lato B, tra ornamenti, chiusure, scollature distorsioni e trasparenze, oltre che accessori dal XVIII secolo ai giorni nostri.

Tra i vestiti, i capolavori dei più grandi designer “di schiena”, da Vionnet, Yohji Yamamoto, Jean Paul Gaultier, Rick Owens, fino agli archivi di Balenciaga e Balmain e persino al fashion low cost. Non mancano riferimenti che spaziano dall’estetica al sociale e alla psicologia. Perché la moda continua a decorare o all’opposto denudare questa parte del corpo? Si cerca di dare una risposta tramite tessuti, decorazioni, slogan, applicati proprio sulla schiena delle creazioni d’atelier dei più noti stilisti.

Insomma, non resta che programmare un viaggio a Parigi e vedere cosa c’è dietro. Per scoprire un mondo fashion tutto nuovo avete tempo fino al 17 novembre.



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