Cinema

Il lato positivo

Giorgio Raulli
8 marzo 2013

Pat Solitano (Bradley Cooper), ex insegnante delle superiori, è stato in cura per otto mesi in un istituto per malattie mentali a causa di un disturbo bipolare; una volta dimesso, Pat trascorre il suo tempo nella speranza di riconciliarsi con la moglie cercando di diventare l’uomo che lei ha sempre voluto. Nel frattempo, tornato a vivere con i genitori (Jacki Weaver e Robert De Niro), conosce Tiffany (Jennifer Lawrence), una donna problematica: Tiffany si offre di aiutarlo a riconquistare la moglie se lui in cambio parteciperà con lei ad una gara di ballo.

David O. Russel, il regista, tratta una storia piuttosto rischiosa, una commedia drammatica di cui si potrebbe facilmente perdere il controllo: “Il lato positivo” invece non banalizza le serie tematiche affrontate, né le appesantisce. Follia, determinazione, disperazione, incomprensioni e amore riescono a legarsi in una certa armonia. Pat, oltre a fare i conti con i suoi disturbi e con il rifiuto della donna che amava, deve affrontare suo padre con cui ha un difficile dialogo, e Tiffany, con cui instaura uno strano rapporto, del tutto inaspettato per loro.

“Silver Linings Playbook” (titolo originale che affianca quello italiano) è tratto dal romanzo di Matthew Quick “L’orlo argenteo delle nuvole”, dove le silver linings, cioè «fodere d’argento», rappresentano i buoni propositi del protagonista, i quali vengono annotati su di un «libretto» (playbook), che però nella trasposizione cinematografica non compare. Ad ogni modo il film vive delle energie di Pat: la sua forza nel cercare di riprendere in mano il suo passato lo porterà invece ad esplorare un nuovo possibile futuro; una dimensione narrativa raccolta, che si riversa anche negli spazi limitati di un quartiere, di una strada, di poche case. Il regista, che tecnicamente non dimostra grandi performance, ha certamente il merito di aver saputo creare gli spazi giusti in cui far muovere un cast ben scelto: Bradley Cooper si conferma un attore talentuoso, mentre De Niro vuole, almeno in parte, riscattarsi dai ruoli dei suoi ultimi lavori; Jennifer Lawrence è senz’altro la rivelazione del film, consacrata dalla vittoria di un Oscar.
Alla fine le avvincenti situazioni drammatiche, intelligentemente intrecciate agli aspetti comici, devono lasciare spazio alla più classica tradizione cinematografica della commedia romantica a lieto fine. Al cinema dal 7 marzo.

Giorgio Raulli


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