Leggere insieme

Il Natale di Pippi

Marina Petruzio
23 Dicembre 2018

Se il Natale è la festa dei bambini, almeno di quelli fortunati, non può esserci Natale che passi senza un racconto di Astrid Lindgren. E tra quelli tradotti in italiano non ce n’è uno che meglio esprima quanto a lei fosse cara l’infanzia e il suo messaggio di pace e solidarietà al mondo di “Il Natale di Pippi” edito da La Nuova frontiera Junior nel 2012, mentre testi e illustrazioni di Ingrid Nyman risalgono al 1950. Settant’anni e non sentirli.

Credo si debba iniziare dalla base, dai bambini.*

E iniziare da qui, da questo albo, nato così tanto tempo prima rispetto alle sue parole contro la violenza, proprio mentre veniva insignita di un Premio per la Pace, principiare proprio da Pippi, significa promuovere moltitudini di atti di gentilezza, una gentilezza fanciulla, di atti di amore. Amare quest’albo non è difficile. Una festa del dopo-Natale dove tutti i bambini del villaggio sono invitati a partecipare; un sentiero di caramelle rosse da mangiare subito, seguendolo, sulla neve bianca, e poi, alla fine di quel dolce raccolto un grande abete con gli aghi color verde scuro brilla pieno della luce di grandi candele. Uno dei più begli alberi di Natale di tutti i tempi con grandi omini di panpepato – impastati, ritagliati, cotti e decorati da Pippi per i suoi amici conosciuti o meno – , cestini di carta lucida, decorazioni di zucchero e caramelle in quantità, una collana coloratissima di bandierine di tutto il mondo e poi doni, pacchetti e pacchettini a non finire. L’albero di Natale era già da solo un dono di grandissima eccezionalità. Non solo un albero ma biscotti fatti in casa per l’occasione, per loro, per i bambini e poi luci e doni e il tempo prezioso del pensiero e della realizzazione. Quel lavoro lieto che è il fare per gli altri. Quel dare che nasce dalla pratica della gentilezza e della condivisione. Accettare il nuovo e lo sconosciuto, allargare il cerchio e accogliere: un nuovo amico appena arrivato al villaggio, un cucciolo di cane sperduto. Io non dico di no a nessuno, dice Pippi. Condividere e donare per la sola gioia di farlo e di veder andar via bambini carichi come alberi di Natale, resi luminosi dalle candeline, scaldati dall’amorevole premura di un attenti a non prendere freddo.

Non si può non essere soddisfatti della festa del dopo-Natale a Villa Villacolle. In una serata che il cielo terso raffredda mentre luna e stelle rischiarano, una bambina pensa a come poter far star bene i bambini come lei – alcuni amici altri semplici conoscenze, bambini del villaggio – e come poter star bene essa stessa con piccoli gesti di cura, in amorevole compagnia, la notte dopo Natale nel rispetto del Natale di tutti. I biscotti e le torte pannose, la cioccolata calda, le luci, l’albero e un banchetto come piacerebbe ai bambini fosse il pranzo di Natale: in un luogo intimo dove stare insieme a gustare torte, sorseggiare cioccolata, riempirsi la pancia per bene e scaldarsi per poi correre fuori, scivolare sui tetti innevati per lanciarsi di sotto nei cumuli di neve fresca con le guance accaldate e rosse dall’emozione, ballare attorno all’albero cantando i canti della tradizione. Certo tutto questo in perfetto stile Pippi Calzelunghe: un invito amorevolmente sgrammaticato, con il Signor Nilsson assistente tutto fare, una lancia per affettare le torte, un adulto da rimettere al proprio posto come quell’antipatica, brontolona, golosastra della signora Quisquis che non sopporta i bambini. Dove i canti di Natale si mescolano tra di loro e terminano con le parole di ninnananne o sulle note di tanti auguri a te! Il giardino di Villa Villacolle trasformato in una grande pista da slittino, una grande festa del dopo-Natale riservata ai bambini. L’ingresso è vietato a tutti gli adulti.

Il mondo dei bambini è un mondo puro e spontaneo, la richiesta di autonomia è quotidiana e accolta come un regalo, ai grandi non resterà che stare a guardare ora che non sarà più neppure concesso loro di mangiare dolci perché fan male o comunque non più di un cucchiaino di budino di fegato di merluzzo, così dice un dottore americano e se lo dice lui…

Un amorevole rispetto reciproco: é questo che si vorrebbe augurare a tutti i genitori e a tutti i bambini.*

 

*Dal discorso tenuto da Astrid Lindgren in occasione del Premio per la Pace conferitole dai librai tedeschi nel 1978.

 

Il Natale di Pippi
di Astrid Lindgren (1950)
con le illustrazioni di Ingrid Nyman (1950)
traduzione e adattamento Anna Zuliani con la collaborazione di Annika Brandt
edito laNuovafrontiera Junior
euro 14
età di lettura: un albo decisamente per tutti



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