Fashion

Il papillon

staff
4 marzo 2013

Dopo la cravatta bianca , quella nera, la Lavallière e la Regate, il fiocco al collo continuò a chiamarsi “cravatta” fino alla fine del XIX secolo , ma nel 1904, dopo il debutto presso il teatro alla Scala di Milano, in onore dell’Opera “Madame Butterfly” (tradotto in francese  “papillon”)  di Giacomo Puccini, la moda si arricchì di questo nodo zoomorfo  che in onore del maestro fu battezzato “batterfly “ . Questo tipo di termine fu in seguito esteso a tutte quelle cravatte diverse da quelle lunghe dette Regate. Il papillon all’inizio del XX secolo veniva indossato  dagli uomini che appartenevano alla borghesia, dagli artisti e da tutti quelli che lo ritenevano degno di essere indossato. Il suo uso era esteso durante tutto l’arco della giornata senza differenziazione alcuna tra informale ed elegante. Così come la Regate o Cravatta lunga , anche il papillon conobbe nella sua evoluzione una continua trasformazione: da quello di colore blu a pois bianchi indossato da Sir Thomas Lipton negli anni ‘30 si passò negli anni 50 del XX secolo a  quello dalle lunghe ali sottili , denominato “a libellula” per poi trasformarsi in un cravattino a lembi incrociati e cuciti una sopra l’altro  in onore di un ballo che imperversò negli anni 60, il twist  per poi affermarsi in quello odierno formato da lembi  leggermente arrotondati  oppure terminanti con i lembi a punta,  larghi  circa 5-7  cm. Dopo tutti questi passaggi e l’evoluzione nella moda , il papillon odierno tende a suddividersi in quello utilizzato per il giorno, che presenta motivi a volte più vivaci delle attuali cravatte, e quelli più formali in nero o scuro da indossare con lo smoking e di colore bianco in piqué per l’abito da sera. Il nodo del papillon è molto semplice in quanto simile a quello  utilizzato per allacciare le stringhe delle scarpe, ma necessita per sistemarlo di un pò di pazienza, ragion per cui moltissimi utilizzatori di questo tipo di cravatta dal tono molto chic opta erroneamente per quella premontata  facendo così perdere all’insieme  quel tono di eleganza che invece emana il nodo realizzato a mano. Lo stesso vale  per il papillon da indossare con lo smoking, mentre per l’abito da sera si  può utilizzarne un papillon già annodato agganciando i due pezzi da cui è formato, dietro al  colletto rigido della camicia a punte rovesciate, oppure annodandolo  utilizzando un paio di guanti in cotone per evitare  che il contatto con le mani (nonostante siano pulite) possano in alcun modo ombreggiare il candore del bianco piqué.

Domenico De Rosa


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