Musica

Il pubblico del MET di New York è lievemente più rumoroso ma per nulla disattento davanti all’Elisir d’Amore

staff
15 ottobre 2012

“La musica per gli italiani è un piacere sensuale e niente di più”, mormorava Hector Berlioz dopo essere uscito da una delle prime rappresentazioni de L’Elisir d’Amore, irritato dal pubblico rumoroso e disattento. “Per questa nobile espressione della mente loro hanno più rispetto che per l’arte della cucina. Sono arrivati a un punto in cui la musica, come un piatto di maccheroni, può essere assimilata immediatamente, senza pensarci.. “

Gaetano Donizetti (1797-1848) fu il più prolifico nonché il più sapiente compositore italiano della prima metà del XIX secolo.
L’Elisir d’Amore fu preparato in modo frettoloso, diversamente da qualsiasi standard. Il biografo William Ashbrook ipotizzò che Donizetti fosse riuscito a procurarsi questo impiego solo dieci settimane prima del debutto, dopo che un altro compositore non era riuscito a consegnare un’opera commissionatagli dall’ impresario Alessandro Lanari, che aveva in affitto Teatro Canobbiana di Milano per la stagione 1832.
Pare che Donizetti fosse eccitato, perfino euforico nonostante il poco tempo a disposizione; e forse anche ispirato dalla prospettiva di superare il suo leggermente più giovane rivale Vincenzo Bellini, che aveva appena lanciato La Sonnambula nel 1831 al Teatro Carcano.

Collaboratore di Donizetti fu Felice Romani. Il testo de L’Elisir d’amore, come la maggior parte dei libretti di Romani e dei suoi contemporanei, è stato riadattato da un’opera già esistente, in questo caso dal libretto francese di Eugène di Scribe per l’opera di Daniel Auber Le Philtre (1831). L’Elisir d’Amore è un lavoro più dolce, più leggero rispetto alla maggior parte delle relative controparti di opera buffa, tra cui le commedie di Rossini. Mi sembra davvero che il fascino semplice dell’Elisir trascenda anche il suo seducente fascino musicale.

Un altro potente aspetto mitico nell’opera è il focus su una presunta pozione d’amore. L’idea di ottenere l’oggetto d’amore con un mezzo magico risale all’antichità greco-romana, attraversa il Medioevo e il Rinascimento fino ad arrivare ai nostri giorni sia nella tradizione pagana che in quella cristiana. Quello che separa l’Elisir d’Amore da decine di commedie affascinanti composte nello stesso periodo non è solo il grande successo, ma la coerenza globale della sua musica.

La prima rappresentazione al Met dell’Elisir d’Amore, interpretato da Marcella Sembrich ed Enrico Caruso, la cui interpretazione del ruolo di Nemorino è diventato leggendario, fu nel 1904. La nuova produzione di Bartlett Sher, con gli interpreti Anna Netrebko, Matthew Polenzani, Mariusz Kwiecien e Ambrogio Maestri, tutti di eccellente livello artistico, ha aperto la stagione 2012-2013 del Metropolitan il 24 settembre, 2012.
Per un critico musicale andare al Met e assistere a un’opera italiana così godibile, romantica , raffinata è ogni volta, e per sempre, un’esperienza magica.

 

Marcella Di Garbo


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