Leggere insieme

Il raffreddore dell’elefante

Marina Petruzio
19 Maggio 2019

Un autore giovane ma non giovanissimo, Giulio Levi, e un illustratore giovane ma navigato, Andrea Alemanno, sono la stravagante coppia che i tipi di Bacchilega scelgono per dare vita a un raffreddore molto particolare:Il raffreddore dell’elefante” dedicato, per amore di parità e per non escludere nessuno, ai bambini più piccoli. Una buona partenza che include molte età.

Il raffreddore è un fastidio e lo si impara sin da piccini, soffiarsi il naso da un gran da fare con quell’enorme cosa bianca che arriva sul viso quando meno te lo aspetti, che già da solo toglie il fiato a chi con questo ha già i suoi problemi, e poi quello strizzare e quel soffiare che è della bocca all’inizio chè il naso proprio non lo sa fare! E si finisce stanchi, strizzati, gocciolanti e annaspanti. Anche un po’ seccati a dire il vero. Figuratevi l’elefante, sempre con le zampe a mollo nell’acqua, sempre a spruzzare con quella sua proboscide che ad un tratto assomiglia più a un trombone intasato, per non parlare degli starnuti!

Ecco, forse lo starnuto potente che usciva dalla sua proboscide raffreddata era diventato il suo vero problema. Ma non solo il suo, la giungla era terrorizzata! Scappavano tutti!

Se la davano a gambe – e con quattro si corre più veloce – e non solo per il gran rumore in realtà! Anche il testo ritmato dalla rima corre veloce e si fa musicale facendo da contrappasso a quel gran rumore. Ma veniamo alle illustrazioni di Alessandro Alemanno. Chiudere un elefante in un libro già non è facile, a chiuderlo in un libro della collana I Libricini si corre il rischio che proprio non ci stia. Se poi l’elefante è raffreddato tutto quel grigio si fa morbido, cascante, gocciolante e allora quel che ci sta ha bisogno di una piccola riga a china, sottile, che ne ristabilisca i contorni, e che, sebbene tremula, che contenga tutto quel molle di uno che da sodo si sta liquefacendo in un potente e sconquassante starnuto! E l’elefante è subito simpatico.

In quella foresta in subbuglio con teste di animali dall’espressività perplessa è un fuggi fuggi generale che a volte, i più veloci, non si riescono a fermare e sulla pagina ne restano dei pezzi perché gli altri sono già da un’altra parte, veloci, in altre pagine a brucare altra erba o perché a balzi han l’abitudine di far capolino dai limiti, creando prospettive a più punti di vista che realizzano un grande movimento! È garantito, di movimento non ne manca! Ma è del leone che tutti – son pronta a scommettere – vorremmo conoscere il coiffeur. Mai criniera fu più cotonata e morbida, fluttuante, mai baffo fu più arricciato né sopracciglia allungate. E quel cachè di un beige rosato rende il leone un vero re in perfetto stile Luigi. Ma siamo al cospetto di un illustratore che ci sa decisamente fare. Non possiamo dire cosa sarebbe successo nella giungla se ad un tratto non fosse apparso – in combutta con Guido e Alessandro – un esploratore dall’aria molto inglese, molto miope dal gran osservare, e molto professionale nel suo abito kakhi da viaggio che, con la grande abilità che si addice allo studioso che finalmente è chiamato ad agire, annoda la proboscide all’elefante e non se ne parla più di starnuti terrorizzanti e piogge particolari. L’idea, come tutte le idee semplici, ha del brillante e dell’accudente e si merita un sonoro cinque, incontro di zampa e mano in alto.

Come da tradizione, un Libricino da portare nella borsa, semplice e divertente come solo uno starnuto può essere, soprattutto se non hai il raffreddore, veloce come una corsa in un prato – o nella giungla, se a portata di piede -, amorevole come una cura al momento giusto.

 

Il raffreddore dell’elefante
con le parole di Giulio Levi
illustrazioni di Andrea Alemanno
edito Bacchilega Junior
collana i Libricini
euro 9,00
età di lettura: dai tre anni



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