Sport

Il Rally di Corsica, una lotta contro il tempo

Alessandro Cassaghi
25 Marzo 2019

Tra automobili potenti, gran polveroni e muretti sfiorati (purtroppo, a volte, centrati!) va in scena il Campionato Mondiale di Rally, con la sua quarta tappa in Corsica, per il famoso Tour de Corse. Saranno tre giorni entusiasmanti (dal 28 al 31 marzo) per gli appassionati, ma anche per chi si avvicina per la prima volta a questo sport automobilistico.

Oggi vi raccontiamo qualche curiosità su questi patiti della velocità che sfrecciano cercando di battere un unico avversario: il cronometro!

Michèle Mouton

Donne e motori, gioie e dolori. Era il 1969, al Rally del Portogallo. Il britannico Tony Fall sulla sua Lancia Fulvia vide sfuggire di mano la vittoria perché… fece entrare la moglie in auto! Lui voleva solo difenderla dai fan in festa all’ultimo controllo del cronometro, ma i commissari di gara furono intransigenti con lui: per regolamento, l’equipaggio del rally è composto da pilota e co-pilota (o navigatore), siccome la moglie non poteva stare nell’abitacolo la vettura è stata squalificata e Fall ha perso la gara.

La donna vittoriosa, Michèle Mouton. Michèle Mouton, in coppia con Fabrizia Pons, è stata protagonista di un’impresa unica: è stata la sola donna ad aver vinto una prova del mondiale. Era alla guida di un’Audi, ed era a Sanremo nel 1981. Un anno più tardi, le due si sono ripetute in Portogallo, all’Acropoli e in Brasile. Per un soffio non portarono a casa il mondiale: il vincitore di quell’anno, Walter Rohrl, chiuse con appena 12 punti in più della coppia Mouton-Pons.

Kimi Räikkönen

Scordatevi l’aria condizionata in auto! Le auto che corrono nei rally sono solo all’apparenza come quelle che di solito guidiamo noi comuni mortali. Dentro, infatti, sono prive di tutto ciò che potrebbe essere superfluo, come aria condizionata e i sedili posteriori. Per mantenerle sempre a velocità folli, poi, la concentrazione è alta e si suda molto, per questo nelle gare più torride della stagione (come quella in programma in Sardegna) sembra di guidare in vere “saune su ruote” con una temperatura percepita di 50 gradi nell’abitacolo. Proprio per questo, spesso capita che i piloti a fine gara rientrino nei box con 10 chili in meno di quanti ne pesavano al mattino, la maggior parte persi sudando, ma che poi vengono ripresi con sali minerali e integratori consumati a bordo dell’auto stessa.

Dalla Formula 1 ai Rally (e viceversa) il passo è breve. Ma a volte difficile. Passare dalle gare di Formula 1 ai Rally non è affatto facile. Chiedete a Kimi Räikkönen, asso della F 1. Nel 2009 il finlandese lasciò temporaneamente le piste per guidare le auto da rally, ma furono tre anni a dir poco difficili. Dopo incidenti e ritiri dalla gara, la saggia decisione: tornare a correre in pista su un bolide di Formula 1. Invece, maggior fortuna ebbe Jean Todt: il presidente della FIA, la federazione internazionale dell’automobile, e storico direttore generale della Scuderia Ferrari, si è avvicinato al mondo delle corse proprio grazie ai rally, facendo da navigatore. Incredibile, infine, la storia di Robert Kubica: il pilota polacco ha corso in F1 dal 2006 al 2010, nel campionato del mondo di Rally dal 2013 al 2016, per poi tornare in F1 quest’anno, come pilota titolare della Williams.

Colin McRae

Colin McRae: il pilota di rally più famoso purtroppo non c’è più. C’è un campione di rally che di sicuro abbiamo sentito nominare almeno una volta nella vita: Colin McRae. Il rallysta, morto nel 2007 a soli 39 anni quando l’elicottero pilotato da lui stesso si schiantò al suolo, è stato incoronato il più giovane vincitore del Campionato Del mondo di Rally nel 1995 a soli 27 anni. Quella vittoria (l’unica, non si ripeterà) lo catapultò nell’Olimpo di questo sport. Non a caso, tre anni dopo la vittoria mondiale nascerà la serie di videogiochi famosa per portare il suo nome: dal 1998 al 2007 sono usciti 7 giochi virtuali a nome Colin McRae Rally, fino a quando il grande campione non scomparve.

 

 



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