Leggere insieme

Il regalo

Marina Petruzio
29 Febbraio 2020

Il regalo”, di titolo e di fatto, è un altro albo scritto e illustrato da Emma Adbåge e pubblicato da Beisler Editore nella collana Libripinguino, albi illustrati che parlano di bambini e animali avventurosi. Qui però, non si tratta di avventura, se non quella che si vive nella normalità quotidiana, ma di dilemma. Di struggimento. Di desiderio. Di scelta. Di un regalo.

Il prologo già in copertina. In una cameretta palcoscenico di molti giochi i cui oggetti riposano in ordine sparso sul pavimento, dove il rosso, il rosa e l’azzurro si spartiscono i pesi anche di una correttezza senza stereotipi, dove il dinosauro convive pacificamente e collaborativamente – si può presupporre – con un passeggino, seduta sul letto una persona piccola, vestita a festa, rimira una scatola. È nuova, lucida, profuma e dentro…un meraviglioso, fiammante, castello rosso. Poco più in là giace abbattuto a terra dalla foga immaginativa dell’avventura appena conclusa, un castello verde. Si tratta di un regalo, i risguardi lo dicono in un tripudio di palloncini: ci sarà una festa, è un compleanno e quello è il regalo per Frej. Desolazione. Sì, perché il regalo, qualsiasi esso sia, se scelto con cura e cuore è sempre più bello di ciò che già si possiede e questo a tutte le età. Inutile nascondersi dietro una logica presupposta infantile: è per questo motivo, con grande onestà e una punta di perfidia, che a volte si sceglie un regalo che mai si vorrebbe per non cadere nella tentazione di rapirlo, tenerlo per sè, negarsi di averlo comperato per altri, e cadere nel dilemma: donarlo o non donarlo? questo è il problema!

Così, mentre fervono i preparativi, dopo che ci si è pettinati, vicendevolmente mamma e bambino, cambiati, scritto il biglietto col pennarello oro e incartato il regalo, quando già si è indossato cappotto, cappello e scarpe, non resta che rientrare sconsolati, spalle basse, schiena curva e capo chino, in camera, sdraiarsi sul letto stringere a sè l’adorato pacchetto e sperare ardentemente possa ancora accadere qualcosa affinché nulla e nessuno possa separarci dall’oggetto del nostro ardente desiderio. Chissà quali scintillanti, esaltanti, scottanti avventure si potrebbero vivere con un castello rosso! Ahimè, generalmente in questi casi il fato è avverso e la giornata fila serena senza intoppi di alcun genere; e in men che non si dica, con un buco nella pancia, si arriva alla festa, umore sotto i tacchi e ben poca voglia di unirsi agli altri. C’è una dolorosa separazione in atto. Il momento dell’apertura dei regali è l’apice di ogni festa: se prima si era tutti uguali ora c’è un protagonista, il festeggiato, re indiscusso del momento e tutto se stesso. E questo se stesso si altera anche abbastanza se i regali non sono di suo gradimento, rispondendo a una mancanza di freni inibitori che non sempre gli adulti controllano in modo differente. E Frej qui assurge a miglior amico e primo invitato alla futura festa di compleanno del piccolo protagonista immagonito di questo albo, perchè? Semplice: Frej desiderava un castello verde! E non esita a dirlo, rosso in viso per il disappunto, a chiare lettere e in stampatello maiuscolo! Rimarginato l’orrendo buco nella pancia ora è tempo per gustarsi una fetta di torta!

Ancora una volta Emma Adbåge mette in scena un qualcosa di quotidiano che appartiene alla sfera infantile, solo apparentemente come già detto, e lavora di matita inserendo nel disegno piccoli particolari, usi e costumi di qualcosa che nell’insieme appartiene a tutti ma nel precipuo sollecita l’occhio. Nel costume di casa la mamma non è sicuramente una mamma avvenente: porta calzini da casa, usa mutande nere e indossa un reggiseno azzurro, il primo capitato senza farci troppo caso; il clima è di amorevole collaborazione, si fa assieme, ci si aiuta a pettinarsi, a vestirsi. Nessuno sconto solo perché si è in una storia, no, l’infanzia è tenera ma non necessariamente bella, le orecchie sempre troppe grandi per stare al loro posto sotto ai capelli e anche la mamma è una donna: un rotolo di pancetta, un altro lo disegna il reggiseno e la gonna a tubo certo non la rende sirena. Cappotto rosa e scarpette rosse, che non ci si formalizza, e a casa degli ospiti ci si leva le scarpe prima di entrare. That’s life, disse un giorno qualcuno!

 

 

Il regalo
di e illustrato da Emma Adbåge
traduzione Samanta K. Milton Knowles
edito Beisler editore, 2020
collana Libri Pinguino
€14
età di lettura: dai 3 anni



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