Cultura

Il Rigoletto di Verdi aprirà il settembre del Teatro alla Scala

Benedetta Bossetti
10 Agosto 2019

Dopo la pausa estiva il Teatro alla Scala riprenderà la sua programmazione con Rigoletto di Giuseppe Verdi, in scena sino al 20 settembre, nel classico allestimento del 1994 di Gilbert Deflo, con le folgoranti scene di Ezio Frigerio e i costumi di Franca Squarciapino; a guidare l’orchestra sarà Daniel Oren.

Il soggetto è immenso: Le Roi s’amuse, la tragedia di Victor Hugo”, questo  quello che Giuseppe Verdi scrisse a Piave in una lettera del 28 aprile 1850. L’opera fu rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1832 e immediatamente sospesa dalla censura poiché in essa erano descritte le dissolutezze della corte francese e il libertinaggio di re Francesco I.  Anche la polizia di Venezia,  vietò di rappresentare un re come un cinico libertino, ma Verdi non si arrese e trovò un giusto compromesso: trasferì l’azione alla corte di Mantova, ormai decaduta, trasformando il re di Francia nel duca di Mantova. Dovendo modificare anche  il titolo, Verdi scelse come protagonista Rigoletto, il gobbo buffone di corte; da qui la scelta del titolo. L’opera andò in scena l’11 marzo 1851 al Teatro La Fenice di Venezia con grande successo di pubblico e stampa.

Il protagonista Rigoletto sarà ancora una volta il celeberrimo Leo Nucci, che ha superato le 500 recite e, dominando il personaggio alla perfezione, è tra gli interpreti più amati in questo ruolo. Con lui in scena si alterneranno i ragazzi dell’Accademia del Teatro alla Scala: vedremo come Duca di Mantova Riccardo Della Sciucca e Chuan Wang; come Gilda Enkeleda Kamani e Francesca Manzo; come Maddalena Daria Cherniy; Sparafucile sarà Eugenio Di Lieto Monterone Maharram Huseynov; come Marullo sarà interpretato da Ramiro Maturana, mentre Valeria Girardello sarà Giovanna e Lasha Sesitashvili Ceprano.

Nel complesso uno spettacolo rinascimentale contaminato da elementi ottocenteschi che, come sottolinea Ezio Frigerio, “È un Rigoletto bello, elegante che sarebbe piaciuto anche allo stesso Verdi”.

 

Ph Credits Brescia/Amisano per Teatro alla Scala



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