Leggere insieme

Il signor Erik

Marina Petruzio
15 Giugno 2019

Parlare di Eric Alfred Leslie Satie, al mondo solo Erik, con quella k finale che è un po’ l’accento su quel suo modo d’essere. Raccontare la vivace vita di uno spirito libero e di una musica fuori dagli schemi in un albo illustrato è la sfida di Sante Bandirali, con parole poetiche, e Francesca Corso, giovane illustratrice italiana, con le belle illustrazioni realizzate per il progetto curato da Uovonero durante il corso di ARS in Fabula, master in illustrazione per l’editoria. Le parole si fondono al blu delle illustrazioni e tutto diventa di velluto, anche le note che chiamate, come facendo capriole su sordina di velluto blu appunto, arrivano da lontano e come un fiore infestante dalla bellezza ammaliante, pervadono la mente. Come se uno spirito giocoso tornasse, curioso, canticchiando la numero 1 di quelle Gymnopédies per ricordare a tutti chi è, chi è stato, cosa ha composto. È Satie quello spirito che ti si siede accanto, gomiti appoggiati alle ginocchia, mani al mento, la testa piena di silenzio.

Le sue bizzarrie ben si prestano alla curiosità che sempre è insita nell’albo illustrato e nella illustrazione che gioca con le sue parole. Allora ecco che quella piccola casa di due stanze che il compositore, quasi un filosofo greco nell’aspetto, abitava si trasforma: un armadio come lui soleva chiamarla, affacciato sul mondo. Un filo per uscire, per attaccarci i suoi panni, un qualcosa di surreale alla Monsieur Hulot, fuori i tetti e sopra un cielo di piccole stelle dipinte in oro, come la Saint Chapelle ed e subito Parigi, sì! ma anche quel credo mistico che lo pervadeva. In una stanza viveva, componeva e suonava, l’altra era chiusa come quella di un Barba Blu d’altri tempi. Nessuno seppe mai cosa conteneva. Ombrelli si scoprì, ma solo alla sua morte. Una specie di gabinetto delle curiosità o camera delle meraviglie, ombrelli mai usati ma custoditi come un immenso tesoro, quello che in piccoli foglietti soleva far scivolare al loro interno, piccole note, componimenti brevi di musica o parole. E poi le note, nell’armadio come in un carillon, rovesciano la tazzina del caffè con la loro potenza, esalano leggere come un profumo dolce dalla zuccheriera, strisciano sulle maioliche del pavimento per farsi tappezzeria, infestanti e affascinanti come quel fiore, sul muro, lì dove col tempo nessuno vi farà più caso e continuerà sereno le sue faccende, appendendo e disappendendo quei panni blu. Così come lui voleva che fosse la sua musica, una musica rivoluzionaria contro i canoni della prosopopea classica, una musica ovvero che potevi non sentire ma che comunque ti accompagnava, stava lì presenza udibile all’occorrenza ma silenziosa. Come una tappezzeria.

E i suoi panni. Quei suoi vestiti di quel velluto blu, misterioso, voluttuoso, estremamente affascinante. Tutti uguali, uno o tanti? Pare lui li chiamasse, lunedì martedì mercoledì, giorno dopo giorno, uno per giorno. Un amore bello, forse sognato. I bambini a cui insegnare le note, quelle giocose, che si rincorrono, che anche accostate a volte non sono suono subito, che lui ben conosceva. E poi quel pianoforte che sembrava una banda, tanti suoni, tra le corde e i tasti inseriva piccoli oggetti, suoni di latta, note bizzarre, echi che si spandevano come un fiore infestante dalla bellezza ammaliante, in giro per la città sui muri come stucco o meglio, tappezzeria. Raccontare Satie da dentro l’armadio arredato dalla sua esistenza e dai suoi oggetti, rendere una vita complessa un’ unità minima. Il personaggio, la sua collezione di ombrelli, i suoi appunti, i componimenti, i suoi vestiti la tappezzeria, l’amore, i bambini, il pianoforte, la sua musica e poi il silenzio per suonare l’infinito.

Raccontare Satie poteva essere un’impresa di molte parole e tante, tantissime pagine. Sante Bandirali e Francesca Corso lo hanno fatto con la giocosità che si addice a un bambino che di un adulto nota le sue stranezze, che è ciò che di più bello ha se arriva a toccare la sua meraviglia e il suo immaginario.

 

Il signor Erik
testo di Sante Bandirali
illustrazioni Francesca Corso per il progetto curato da Uovonero nel corso di ARS in Fabula Master in illustrazione per l’editoria
edito Uovonero
euro 16
età di lettura per i più grandi



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