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Il sonnellino pomeridiano? La scienza ci autorizza a farlo

Alessandra Cesana
5 giugno 2018

Gli spagnoli ce lo insegnano: la siesta, ossia la tradizione centenaria del sonnellino pomeridiano, fa bene e, oggi, è la scienza ad affermarlo.

Dopo aver analizzato 700 studi clinici, lo scrittore Daniel Pink, nel suo recentissimo libro “When: The Scientific Secrets of Perfect Timing”, spiega che il momento di “down” dopo pranzo è una tendenza comune e che, quindi, non si tratta di un momento ottimale per alcune tipologie di lavoro. Ecco che allora il sonnellino postprandiale è la soluzione e non si tratta di una perdita di tempo, ma di un riposo per una miglior efficienza nel pomeriggio. L’esperto ha infatti provato che coloro che adottano questa routine hanno numerosi vantaggi: la memoria a breve termine migliora, così come l’umore, aumenta la reattività e la creatività, il sistema immunitario si rafforza e la pressione sanguigna subisce una riduzione.

Detto ciò, non sentitevi però giustificati a dormire a lungo! La durata di una pennichella deve aggirarsi tra i 10 e i 30 minuti e non oltre, altrimenti – come vi sarà sicuramente già capitato – vi sveglierete più assonnati di prima.

Vi ricordate di David Lloyd? Circa un anno fa individuò questo problema e ideò una soluzione chiamata “Napercise”. Nella sua palestra londinese introdusse un corso di riposini in veri letti sistemati in una stanza riscaldata in modo da perdere calorie dormendo. Un’idea geniale, dato che frenesia e stanchezza sono le due costanti della vita moderna.

A parte queste ultime divertenti trovate, il riposino ristorativo, come accennato prima, è un momento importante nella cultura ispanica, visto come soluzione per combattere il caldo. Ad esempio, nel piccolo paesino chiamato Ador, vicino a Valencia, i 1400 abitanti sono obbligati dal sindaco a riposarsi dopo pranzo. In Spagna però la siesta, dal latino “hora sexta”, ossia la sesta ora del giorno, è stata abolita 10 anni fa, nel tentativo di adeguarsi agli altri paesi Europei, convinti che dormire fosse anti-produttivo. E invece…

 


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