Blog del Direttore

Blog del Direttore: il tessile è in crisi ma nessuno ne parla…

Luca Micheletto
12 ottobre 2012

La crisi economica fa sentire ogni giorno i suoi effetti e non c’è mattina che, sfogliando i quotidiani, non vi sia in prima pagina una drammatica notizia relativa alla difficile congiuntura che stiamo attraversando.
Quando ho ricevuto da Smi i dati sull’andamento dell’industria tessile-moda nel 2012 ovviamente mi è saltato subito all’occhio il calo di oltre il 4% che la interesserà nell’anno corrente, portando il fatturato settoriale a poco meno di 50,5 miliardi di euro.
Il dato però certamente più allarmante e per il quale ho deciso di portare anche alla vostra attenzione questa tematica è relativo al ridimensionamento in termini di aziende attive che nel 2012 dovrebbe scendere del 2.5%.
Questo significa la chiusura di circa 1.300 imprese. Qui si tratta di numeri concreti e la situazione è evidentemente allarmante.
Questo comporterà anche un significativo calo degli occupati, che può essere tradotta in una contrazione del 3.6%.
Oltre 16.000 posti di lavoro in meno. Un dato che parla da sè.
Il settore tessile-moda è uno dei settori più attivi in Italia e che avvantaggia molto il nostro Paese per quanto concerne la bilancia commerciale che, anche quest’anno – relativamente al comparto -, presenterà un deciso miglioramento (+25,5% rispetto al 2011, corrispondente a oltre 1,6 miliardi di euro), superando così gli 8,2 miliardi.
Ogni giorno sentiamo parlare di FIAT, Alcoa e Ilva, ma sarebbe altresì opportuno parlare delle centinaia, purtroppo migliaia, di piccole e medie aziende tessili che ogni anno sono costrette a chiudere o a ridimensionarsi notevolmente. Mi auguro di poter vedere dato il giusto peso ad una problematica sinora rimasta più che marginale: è evidente che per ora, oltre a non ricevere incentivi o aiuti di ogni tipo da parte dello Stato, le nostre laboriose aziende non sono state considerate meritevoli nemmeno di uno spazio in prima pagina.

Luca Micheletto