Leggere insieme

Il Venditore di Felicità

Marina Petruzio
29 luglio 2018

Qualche illustrazione si è cominciata a vedere prima del suo arrivo effettivo in libreria, creando un’attesa carica di aspettative, per nulla deluse, attorno al nuovo albo che rivede insieme Davide Calì e Marco Somà: Il Venditore di Felicità da Kite Edizioni.

Un grande albero. Dalle foglie sparse tra i ciuffi d’erba a terra si direbbe una quercia. Una porta a vetri a doppio battente, accanto la cassetta delle lettere un po’ arrugginita dal tempo, un bell’azzurro come di colori all’anilina – trasparenti che lasciano emergere il disegno del tronco, le venature del legno, un po’ mangiato dai tanti inverni e dall’umidità – colora decorando. Aggiungendo una sfumatura alla palette colori alla quale Marco Somà ci ha abituati. Un bow-window a lato poggia su un ramo basso. E sebbene la luce calda della lampada posta appena sopra la porta illumini, con il suo fascio giallo, caldo, luccicante di pulviscolo, un barattolo di vetro, come un attore di teatro durante un monologo, è più su che il nostro sguardo è attirato.

Il grande albero, in quell’ora del giorno che tinge di blu ogni cosa, è abitato da un piccolo villaggio. Sfaccettati bow-windows ornati da preziosi tendaggi, esili passerelle e pensiline in ferro battuto, abbaini illuminati e sottili scale per salire più in alto o scendere dal folto. Un filo di festose lucine corre di ramo in ramo, si attorciglia ai più grandi, illumina a festa. Così, già dalla cover, non domandi neppure permesso ma afferri il pomolo della porta a doppio battente ed entri. Ai piani bassi, l’abitazione del signor Topo.

Il condominio nel quale vieni introdotto varcando quella soglia è un’opera di alta falegnameria, di intaglio, sagomatura di listelli e listoni, piegatura di scudisci, e posatura. Qualcosa che sta tra la New Orleans degli anni ‘30 e un certo-non-so-che di steampunk, come nel particolare del becco e del rosone metallico, quasi un bottone a pressione di foggia antica, occhio-oblò della casa-uccello, polverosa di fiori secchi e a tratti male in arnese, di una signora Scricciolo che in un morbido chemisiere beige a pois tono su tono, perfettamente in nuance col suo piumaggio, trattiene, elegantemente seduta tra i petali di un enorme fiore rosa antico una nube legata a un filo come fosse un palloncino. Sì, siamo tra i rami di un grande albero, un condominio di eleganti pennuti di ogni genere e tipo abita quel villaggio sospeso.

Su un testo in cui nessuna parola è fuori posto, scelta con cura, dalla sonorità morbida dove la lingua non incespica nel leggere corre fluida, nominando i pennuti un per uno, Davide Calì in quel signor e signora dona carattere ai personaggi, Marco Somà ricama. Arricchisce le parole di minuterie sopraffini. Smerla tetti in ferro battuto, cambia borsa, sacchetto, scarpe e stivali, abito e cappello, calze e berretti. Arricchisce di tessuti, micro disegni e foglie. Rende gonfia quella parola, sempre in sottofondo, di immagini e significati. Porta l’occhio a perdersi nei più piccoli particolari e nelle infinite narrazioni che corrono sotto quella principale.

Già, quella principale. Il signor Piccione vende felicità in barattoli. Arriva col suo furgoncino scoppiettante di cui ogni venditore porta a porta dovrebbe essere dotato, e con la sua campanella avvisa tutti del suo arrivo. La felicità è chiusa in barattolo, con tanto di etichetta, piccolo, grande o confezione famiglia. Chi ne vuole un barattolo grande da dividere con gli amici a cena, chi uno piccolo perché di più non può permettersi per sé o per i nipoti, chi ne compra una confezione da sei e chi da dodici per i regali di Natale. Chi non ne desidera e chi ritiene sia una grande sciocchezza, ma poi ne acquista a barattoli su internet. Nessuno sconto, che la felicità non si dà via a metà prezzo! In un epoca in cui si vende qualsiasi cosa perché mai la felicità in barattolo non potrebbe avere successo! Ma poi la felicità che forma ha, in che stato è per poter essere chiusa in un barattolo? Il signor Topo lo scoprirà per primo e ne rimarrà assolutamente felice. Come tutti gli altri d’altro canto!

Un albo che regala felicità e bellezza, che attira e allena l’occhio a frugare in cerca di minuti particolari più minuti delle minuterie di Somà, che invita a trovare storie nella storia. Che alterna pagine bianche dal particolare illustrato sbiadito per non disturbare la parola a pagine illustrate intense per colori e densità di immagini dove un piccolo particolare le lega come mani nelle mani, una foglia che a metà pagina riprende colore, una corda che regge un sistema di carrucole che troverà un incrocio sì, ma fuori dalla pagina.

 

 

Il Venditore di Felicità
con i testi di Davide Calì
illustrato da Marco Somà
edito Kite Edizioni
collana Illustrati
euro 18
età di lettura: per tutti


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