Recensioni

I’m in love with… Trattoria Anice Stellato

Raffaella Mattioli
12 aprile 2018

Venezia. Ci puoi andare 100 volte e scoprire sempre qualcosa di nuovo, perché questo magico luogo sospeso sull’acqua si svela poco a poco, spesso per caso, bisogna perdersi per trovare.

Infatti “girellando” una sera di qualche anno fa, sono incappata nella Fondamenta della Sensa, il tranquillo canale dove dal 1999 sorge l’ormai famosa Trattoria dell’Anice Stellato.

Una deliziosa trattoria dall’atmosfera curata, ma familiare, il cui nome è sia un porta fortuna, che un omaggio al passato di Venezia quale “porta dell’Oriente” del commercio delle spezie.

Una trattoria amata sia dai “locali” che dai “foresti”, ben lontana dalla proposta turistica da cui la città è soffocata, con un servizio amichevole e discreto.

Creata da 4 soci, dal 2015 è passata nelle abili mani di Elisa Pantano, Estevan Bruno e della loro giovane e multiculturale squadra a cui si è recentemente aggiunto lo chef Carlo de Paoli (già Met, Feva e CoVino)

La cucina, pur mantenendosi fedele alle linee guida iniziali, è andata mano a mano modificandosi rispecchiando la personalità dei proprietari attuali e l’idea dello chef in una cucina con sapori decisi, prodotti locali freschissimi e stagionali.

L’impiattamento è curatissimo, gli accostamenti indovinati e l’uso delle spezie sapiente.

Qualche esempio di straordinaria sinfonia: la capasanta grigliata, la crema di arachidi salate con limone candito, gruè di cacao e un tocco di noce moscata (ormai un piatto firma), il risotto allo zafferano, con pecorino e pepe nero, brodo di gallina e burro acido, i classici bigoli in salsa di cipolle e acciughe con crumble di pane all’aglio, la coppa di maialino al forno, verza stufata e purè di patate. Se invece vi piace il fritto di pesce, questo è indimenticabile.

Ci sono poi sempre proposte di pesce freschissimo selvaggio e locale, proveniente dal famoso mercato di Rialto.

La cantina, di cui Elisa è la sommelier, vanta bottiglie di eccellente vino con etichette non blasonate, ma provenienti da piccoli vignaioli artigiani che osservano un’agricoltura rispettosa in vigna e pratiche non invasive in cantina.

Un luogo prezioso, dove regna l’armonia, la convivialità, il buon cibo e la simpatia di tutto lo staff e poi , quando la stagione permette si può mangiare in riva al canale… impagabile!


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