A modo mio

I’m in love with… Un Posto a Milano

Raffaella Mattioli
14 giugno 2018

Una cascina a Milano dal bellissimo nome: Cascina Cuccagna, edificio del 1660, recuperato abilmente nel 2010 dal gruppo di cooperative esterni con un restauro conservativo che ne ha permesso nuovamente l’utilizzo, regalando alla città un luogo di aggregazione, uno spazio per la collettività, dove è piacevole passare del tempo.

Ed è questa l’atmosfera che si respira varcando l’ingresso: sei in un luogo accogliente, rilassato, dove puoi portare i bambini, guardare le piante dell’orto che crescono, sederti ad un tavolo a chiacchierare o lavorare al computer. Se vieni da “fuori” puoi anche trovare una camera per riposare.

  • Ph credit The Frank Story

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Ma io vorrei parlare del bar e ristorante della Cascina Cuccagna: “Un posto a Milano”, che è molto più che una semplice trattoria.

Nato nel 2012 sotto la guida del grande chef Nicola Cavallaro, che, forte di esperienze internazionali ,imposta la cucina sulla base dei migliori prodotti stagionali del territorio. Pane, pasta e dolci sono fatti in casa, verdura e frutta, farine e oli provengono da agricolture biologiche selezionate, garantendo la tracciabilità delle materie prime.

I piatti proposti sono spesso patrimonio della cultura italiana, reinterpretati con creatività e talvolta contaminati con elementi esotici. I sapori sono netti, riconoscibili, i piatti apparentemente semplici, ma in realtà studiati per esaltare la qualità degli ingredienti ed essere leggeri.

Qualche esempio? “Fai tu: michetta e mortadella”, una michetta fatta in casa con le farine integrali di Mulino Marino di Cossano Belbo (Cuneo) farcita con mortadella del salumificio Capitelli di Borgonovo Val Tidone (Piacenza).

Oppure: “Non è una battuta”, tre polpette crude di Fassona piemontese – selezionata dalla macelleria Oberto di Roddi (Cuneo) – in crosta di pistacchi, mandorle e nocciole tostati, con alici sott’olio, salsa verde e sfoglia di pane ai cereali.

Per chi ama il pesce è invece da provare il “Pesce del giorno in vaso cottura”, solitamente un pesce di pezzatura medio grande, servito con gamberi selezionati dalla storica pescheria milanese Zermini, capperi di Sicilia dell’azienda agricola biologica Pianogrillo di Ragusa e olive taggiasche dell’Antico Frantoio Elena Luigi di San Bartolomeo Al Mare (Imperia).

E per i vegetariani è interessantissima la “Degustazione di rape rosse, caprino e nocciole con crostini e germogli”, tre modi diversi di assaggiare le rape rosse – cotte, crude e al ketchup -, servite con caprino, crostini di pane e germogli.

A cornice di queste delizie, il grande salone, le zone più appartate del bar, il portico e durante primavera/estate, l’impareggiabile opportunità di poter pranzare o cenare nel giardino/orto. Sei a Milano, a poche centinaia di metri da Corso di Porta Romana, ma sei in un magnifico “luogo a parte”.


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