Leggere insieme

Immagina

Marina Petruzio
5 Maggio 2019

Vincitore del Silent Book Contest 2018, primo concorso dedicato agli albi senza parole e alla memoria di Gianni De Conno, è Immagina di Anastasia Suvorova che pur non avendo mai immaginato di poter diventare illustratrice ora si trova coinvolta in questa che è diventata la sua grandissima avventura che supera l’immaginario di tutte le illustrazioni in cui si è tuffata da piccola fantasticando di avventure, mondi e quando di più possa raggiungere l’immaginario bambino.

E così il titolo, Immagina, del grande libro senza parole, se non fosse per una nota di Walter Fochesato alla fine è qualche indicazione bibliografica sull’autrice, di cui Carthusia è editore, è la sua massima espressione. Di dove cioè mente di bimbo o bimba può arrivare.

L’albo è dedicato al bambino e all’artista che c’è in ognuno di noi. E così inizia: un muro come una grande tela, grigio come forse lo era quello su cui il primo uomo lasciò il suo segno, e neutro come l’intorno. Come la mente quando si svuota e resta in attesa di un pensiero giocoso che altro non aspetta se non di poterla riempire con ciò che più gli piace. È un giovane colui che vi si imbatte, bambino sì, ma non piccolino, di un’età che ricorda più quella in cui i pensieri cominciano ad affollarsi, lo spazio comincia a riempirsi e l’immaginazione sembra destinata a una piccola porta che si apre sì, ma solo ogni tanto. Fortunatamente ancora con stupore. La regolarità e la larghezza delle righe della sua canotta raccontano di lui come di qualcuno che ha cominciato a riordinare ma che vuole conservare un guizzo, un pezzettino di un qualcosa che porterà con sè. Per sempre. E come quell’uomo antico, per caso si troverà a tracciare una riga su quel grigio muro-sasso-mente cercando poi la complicità di chi zitto lo guarda, un po’scostato, che se fosse muro, ma veramente, sarebbero guai. E come per tante cose, come sempre è il primo il gesto che stupisce, che emoziona, che è difficile a volte da trovare ma poi, quando lo si è trovato, mano e matita si fondono e come in una danza, saltano piroettano saltellano, lasciando tracce che sono pensieri prima stupiti e poi, ecco!, una strada, degli alberi con gli occhi, dei pesci volanti! Un bambino che sogna, respira i profumi delle erbe e degli arbusti di cui il suo petto è decorato. Entrare, presto sì, entrare!, in quel disegno, nel sogno, in quell’ Immaginario che tutto può e fa.

Non è difficile immaginare cosa succederà. Un grande uccello, meraviglioso, dal vestito piumato e rosso si staccherà da quel disegno quel tanto che basta per far salire il bambino che dietro quegli alberi troverà un mondo. Un mondo di cui lui forse è re. L’ultimo tratto prima di entrare nel regno lo vedrà su un cavallo, il suo manto è rosso. L’orizzonte racconta di foreste serene, di blu profondi ma non spaventosi, di paesaggi punteggiati da piccole figurine, bizzarre talune, ma perché i pesci volanti non lo sono? E da una casetta rossa, la meta forse, chissà. Una casa travolta da una tempesta di fiori puntini, una casa lontano a volte rossa, a volte bianca. A volte sola, posata su un sasso-montagna, a volte posata lì come un gioco di un bambino che lasciandola ha scelto le giostre e dietro una città e nella città un lago e nel lago un foglio, rosso, piegato e ripiegato, un origami di barchetta. Archetipi d’infanzia che se guardi da vicino, ti fermi a osservare, se necessario ti avvicini di più, la barchetta piegata e ripiegata è un veliero che cela le sue innumerevoli vele, le sue bandiere.

Chi immagina si può fermare un attimo a pensare, a volte mancano dei ponti, altre bisogna virare su territori che non si erano presi in considerazione. Il muro sparisce e diventa foglio ausilio della potenza della mente, luogo del progetto, spazio entro il quale, come in una stanza dalla porta chiusa, si può stare, immaginare, guardare

 

Immagina
ideazione e illustrazioni di Anastasia Suvorova
edito Carthusia
euro 20,90
età di lettura: per tutti



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