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In Galleria Vittorio Emanuele non c’è spazio per Buccellati

Martina D'Amelio
27 Gennaio 2020

Continuano le aste legate a quello che da un po’ di tempo a questa parte sembra essere la meta più ambita dal fashion system, la Galleria Vittorio Emanuele a Milano. Dopo l’annuncio dell’arrivo di Stefanel al posto del gruppo Benetton, ora è “caso” Buccellati.

Allo storico marchio di argenteria e gioielli era stato assegnato un locale di 60 metri quadrati sotto la cupola due anni fa, con un gara. Oggi, la notizia: Buccellati ha visto decadere l’assegnazione del punto vendita, a causa di alcuni lavori “non conformi e realizzati in assenza delle dovute autorizzazioni”. Una violazione delle severe regole imposte dalla Giunta che ha fatto riaprire l’asta sull’immobile a due passi dall’Ottagono, occupati fino a poco tempo fa da un altro brand di gioielli, Leo Pizzo. A nulla è servito il ricorso davanti al Tar della Lombardia da parte della società che gestisce la casa, Del Vallino.

La base d’asta è di 289.935 euro di canone annuo con rialzo, esattamente com’è avvenuto per il negozio Tim assegnato ad Armani tramite asta record a novembre 2019. Chi si proporrà per occupare il posto lasciato vacante, questa volta? Come sempre a concorrere saranno solo i fortunati qualificati. Considerato che a essere in lizza per lo spazio vinto recentemente da Longchamp c’erano CamicissimaLuigi VergaFalconieri e Porsche Design Italia, non stupirebbe rivederli pronti a darsi battaglia. E manca ancora da assegnare la parte restante dell’ex store Stefanel (473 metri quadrati con due vetrine, ammezzato, interrato e soppalco e la possibilità di collegare gli spazi ai piani superiori di 363 metri quadrati ora occupati da uffici comunali), che è stato suddiviso prima di essere battuto con due distinte gare, la prima vinta dal marchio francese.

Ci saranno i prossimi nomi ad affiancarsi a Prada, Gucci, Louis Vuitton, Chanel Beauty, Versace, Tod’s, Longchamp e Armani? Staremo a vedere…