Leggere insieme

In punta di piedi

Marina Petruzio
12 Ottobre 2019

In punta di piedi” e sottovoce, senza fare rumore! Christine Schneider e Hervé Pinel raccontano, in un albo notturno, di Clara e Bernardo, di quel particolare languore tipico solo di alcune ore, di come tra letto e frigorifero di notte le distanze si allunghino, le presenze si moltiplichino, i rumori non stiano zitti. E Orecchio Acerbo lo pubblica con la traduzione di Rosa Chefiuta & Co.

Protagonista assoluto di quest’albo è un incantesimo: quello che permette alle persone piccole di attraversare le particelle di luce, forare l’aria, dissolvere la polverosità del nero della notte fluidi e leggeri; che riguarda il portare con sè senza avere nulla fisicamente con sè eppure averlo accanto, sempre e comunque; di quell’ essere qui un momento e là per un altro senza perdersi nulla di ciò che accade, qui e là. D’incanto certo si tratta. E se si impara a considerarlo sin dalla culla non sarà difficile spiegarsi il perché di molti fatti che paiono inspiegabili – sembra che i nonni in questo siano dei maghi – se non come qualcosa di assolutamente fuori dalla norma per il quale valga l’urlo selvaggio, frutto senz’altro imputabile ai soliti noti che proveranno il disincanto di quei famosi pessimi 5 minuti o adducibile a quella magia nera di cui solo loro sono capaci e rimanerne al cospetto perplessi, dubbiosi sul da farsi per non venirne risucchiati. I noti generalmente, in questo caso, se la cavano con un indice alzato. L’incanto a volte inizia con un risveglio, un attimo di lucidità passeggera, un attimo tra un di là, un qui e un altrove molto prossimo, ma quel tanto che basta a intercettare quel languorino, a volte ancora distante dall’essere fame ma comunque un solletichino allo stomaco che evoca le prelibatezze assortite nel frigorifero della nonna rigorosamente al piano di sotto. Da qui al decidere di alzarsi e scendere le scale per recarsi in cucina – ma senza far rumore, che è notte e i bambini non dovrebbero aggirarsi per casa né con né senza pantofole e i nonni chissà se dormono già – il passo è breve. Bernardo e Clara, che oltre a condividere lo stesso letto condividono lo stesso languore, i miracoli della fratellanza: In punta di piedi, il cuore che batte, si tuffano nella notte.

 

Alcuni particolari renderanno rocambolesca la loro missione. L’illustrazione nulla lascia dimenticato, neppure l’interruttore della luce rotondo, bombato, un po’ démodé – d’altro canto si è nella casa mausoleo dei nonni – che rende sonoro l’atto di accendere e spegnere. Non le tappezzerie scelte con meticolosa cura, delicati ramage per la camera, oggi, dei bambini, a righe sulle scale, damascate nel lungo corridoio, nero a quest’ora.

E laddove c’è una tappezzeria, c’è un rifugio soprattutto se il tuo pigiama è affetto da sindrome del camaleonte e si sposa perfettamente alla riga del decoro murale.

Se il buio fa paura tanto più tagliato da un raggio di luna, se gli oggetti di casa sembrano prendere vita all’improvviso come a sottolineare che dovresti stare a letto a quest’ora e non lì dove sei, è bello sapere che qualcuno di amico – tuo – si nasconde in quel buio pronto a prendersi la responsabilità per tutto quel fracasso, per quel disordine improvviso, per la brocca scivolata a cocci sul pavimento e il latte rovesciato e quel sospetto trambusto in giardino.

Cocò, Grangrosso, Milù e Boboa, come una vera compagnia, combatteranno le forze della diligenza e dell’ordine permettendo a Bernardo e Clara di passare indenni in quella terra che sta in mezzo tra il letto e il frigorifero tra rime baciate e BADABUM! BUM! E BUM! BUM! frammezzato da qualche CRASH! SPLASH! A cui fanno eco dei misteriosi FRUSH! SCREEK! CLAC! GMAN! e dei lunghissimi Shhhhhhhhhhhhhhhh!

Sì, sembrerà di aver attraversato la giungla in una notte e mai nonno avrà avuto serata più movimentata. Ma anche i nonni, si sa, passano di qui e di là, vedono quel che vedi tu, aggiustano e rimboccano e a volte stentano a capire le cose più semplici…mah!

 

 

In punta di piedi
di Christine Schneider
illustrato da Hervé Pinel
tradotto dal francese da Rosa Chefiuta & Co.
€15
Età di lettura: per tutti

 

 



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