Arte

Inedito Achille Castiglioni: 5 cose da sapere sulla mostra al Max museo di Chiasso

Alessandra Cesana
13 giugno 2018

Il Max museo di Chiasso celebra il maestro Achille Castiglioni, in occasione dei cento anni dalla sua nascita, con una retrospettiva personale, affettuosa e inedita.

La lampada Arco, ad esempio, la Parentesi e la Luminetor e, ancora, la seduta Mezzadro. Achille lo colleghiamo a rivoluzionari e ingegnosi oggetti, molti dei quali legati alla luce, suo grande amore. In realtà, dietro al progettista, si cela un mondo ben più ampio, che viene portato alla luce in “Achille Castiglioni visionario”. Quattro sale compongono la mostra e uno specchio posto a 45° ci trasporta direttamente nello studio di Achille: un escamotage da lui ideato per vedere, dalla sua scrivania, chi entrava. Da qui inizia un viaggio: ecco cinque motivazioni che trasformano la mostra in un percorso inedito nel suo universo, nella sua vita e nella storia del design.

Achille Castiglioni con la lampada Arco, inizio anni Settanta

1 – Alla realizzazione di questa mostra hanno partecipato persone che avevano un forte legame con Castiglioni ed è proprio questo a renderla così speciale. Stiamo parlando di Italo Lupi, grande grafico, collaboratore e amico del maestro, che per l’occasione ha realizzato un ricco catalogo, e gli architetti dello studio Migliore+Servetto, che hanno avuto la fortuna di essere suoi alunni al Politecnico di Milano e, una volta laureati, di lavorare insieme a lui. Infine, i figli Giovanna e Carlo Castiglioni, una testimonianza più viva e forte che mai, fondamentale per diffondere il lavoro del padre.

2 – “L’alfabeto allestitivo di un designer regista” recita il sottotitolo della mostra. Ricordiamo Achille per i numerosi Compassi d’oro ricevuti e per le sue creazioni intramontabili, ma il protagonista di questa esposizione è un Castiglioni inedito e sono i numeri a parlare: più di 150 sono gli oggetti realizzati e ben 484 i progetti di allestimenti. L’architettura effimera, oggi così in auge, è stata uno dei più grandi ambiti di sperimentazione per il maestro, che ha sviluppato un vero e proprio metodo, definito dai curatori “alfabeto allestitivo”. Il suo rapporto quasi cinematografico con il design ha fatto sì che venisse definito “regista”, per un utilizzo personale di luce, tecnologia, suono e punti di vista.

Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Triennale di Milano, 1954

3 – Perché al Max museo di Chiasso? Achille aveva un rapporto speciale con la Svizzera, Paese che per lui significava allontanarsi dalla frenesia milanese per trascorrere del tempo con la famiglia e gli amici, tra cui il grande grafico Max Huber – cui il museo è dedicato – e sua moglie Aoi Huber Kono, che lo convinsero ad acquistare una residenza nella campagna attorno a Mendrisio.

4 – Per la prima volta numerosi documenti, tra cui schizzi, diari, appunti e lettere, sono stati portati fuori dalla loro casa, la Fondazione Castiglioni in Piazza Castello a Milano. È proprio attraverso questi fogli che si può conoscere meglio Achille e il suo rapporto con diverse aziende come Intel, Rai e Alessi. Un aneddoto? In un suo appunto riferito al padiglione che Intel gli commissiona, scrive: “Dato che lo spazio espositivo è molto grande, non incidere sugli altri con inutile sfacciataggine”. O ancora: “Scopo: farsi riconoscere con simpatia. Anche perché quando si è più grossi, più bravi, più tutto, è facile essere anche i più antipatici”.

Achille Castiglioni nel suo studio, 1998

5 – Ad animare la mostra è la musica, diffusa nelle quattro sale. Da “Maramao perché sei morto” a “Only you”, da “Yellow submarine” a “What a feeling”. Correva l’anno 1984: questa playlist è stata selezionata da Castiglioni stesso come colonna sonora per la sua personale di Vienna, a riprova del fatto che era un vero e proprio regista e che amava progettare qualsiasi cosa a 360 gradi…o forse anche di più!

Achille Castiglioni (1918-2002) visionario. L’alfabeto allestitivo di un designer regista
31 maggio 2018 – 23 settembre 2018
Max museo, Via Dante Alighieri 6 – Chiasso
Orari: martedì – domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00


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