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Intervista a Maria Luisa Spina: le mie borse made in Abruzzo, per non dimenticare

Martina D'Amelio
13 febbraio 2018

Una terra ferita dai terremoti. La sua: Maria Luisa Spina, romana solo d’adozione, non dimentica. E da sempre si lascia ispirare dalle sue origini abruzzesi nel disegnare le proprie borse. Creazioni uniche per materiali, colori e decorazioni: un autentico sogno nel cassetto che ha preso vita circa un anno fa e che si è trasformato non solo in un omaggio fashion ai propri natali, ma anche in un’occasione di rivincita personale attuata a colpi di shopper, hobo e pochette.

Ex avvocato (ha esercitato per 20 anni), si è messa in gioco per superare una catastrofe che l’ha toccata da vicino: durante il sisma di Avezzano, nel 1915, morirono tutti i suoi avi. E oggi dà lavoro agli artigiani locali e sostiene la loro antica manualità. Tutto il lavoro che sta dietro ai suoi esclusivi accessori è infatti “made in Abruzzo”: le bags vengono realizzate in provincia di Teramo. Lì dove è giusto investire per ridare speranza, per favorire la ricostruzione: di case, mestieri, dignità non sepolta dalle macerie.

Le borse Maria Luisa Spina per l’autunno-inverno 2017/2018

La prima collezione ha debuttato al White di Milano nel 2017 all’insegna di quelle che lei definisce le 3T: Terra, Tradizione, Tenacia. Una linea per l’autunno-inverno 2017/2018 aspra e dolce al tempo stesso, proprio come la regione dei monti che degradano fino all’Adriatico. E ora Maria Luisa Spina è pronta a tornare con tante novità.

L’abbiamo incontrata per conoscere più da vicino le sue opere formato It Bag fatte di mente e cuore, tecniche classiche e innovative: il feltro di lana tipico dei tabarri, con le corde e i grilli, i ganci da barca che si trasformano in manici e tracolle, i ricami che rimandano alla fauna e alla flora della sua Terra. Per borse oniriche ma ancorate al reale, all’insegna della praticità e comodità. Pezzi unici, ponte tra ieri e domani che rappresenta la forza di persone che, proprio come lei, non si arrendono. Mai.

Maria Luisa Spina con una delle sue creazioni preferite: la shopper

Cosa spinge un avvocato a creare una collezione di borse?
Paradossalmente potrei rovesciare la domanda. Come mai una designer di borse è anche avvocato? Sono diventata avvocato per tradizione famigliare, ma nel mio io profondo, sono sempre stata una designer. La voglia di mettersi in gioco e di lasciare un campo ormai noto dopo tanti anni di professione legale mi hanno spinto a fare il grande salto. Le borse poi sono sempre state la mia passione. E tante volte ho riflettuto, in attesa di una causa, se la borsa che avevo con me poteva essere migliorata, abbellita…

Il rapporto con la sua terra d’origine come si traduce nelle sue creazioni?
Abruzzo e artigianalità sono per me sinonimi. Nella mia terra d’origine ho ricercato e ravvivato le tecniche del saper fare con le mani. Tutte le mie borse sono caratterizzate da dettagli e parti importanti lavorate handmade da artigiani locali.

Cos’ha in serbo per la primavera-estate 2018?
Le mie borse, originariamente in feltro, si apriranno all’uso della pelle e di tessuti tecnici, in un mix ancora più innovativo. Perfette per la bella stagione.

Una delle caratteristiche delle borse di Maria Luisa Spina? La versatilità. Basta un gesto per trasformarle in pochette e pratici nécessaire

3 caratteristiche imprescindibili per una borsa.
Morbida, avvolgente, comoda… e mi permetta di aggiungerne una quarta: chic.

Il suo modello preferito.
La shopper, senza dubbio, che presenta tutte e tre le caratteristiche fondamentali e può anche essere molto elegante.

Dove e come si possono acquistare le borse Maria Luisa Spina?
In alcuni negozi selezionati in tutta Italia e presto anche sul sito www.marialuisaspina.com.


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