Arte

“Io, Tonya”, una storia vera che ha sconvolto il mondo

Michela D'Agata
5 aprile 2018

Diretto dal regista australiano Craig Gillespie Io, Tonya racconta della controversa vita della pattinatrice americana Tonya Harding e dello scandalo di cui è stata protagonista nel 1994.

Tony Harding, interpretata da Margot Robbie (che per il ruolo si è guadagnata una nomination agli Oscar come miglior attrice protagonista), è un’emergente pattinatrice sul ghiaccio americana salita agli onori della cronaca nel 1991 per aver eseguito perfettamente un triplo axel. Tonya ha un temperamento esplosivo, è energica e tenace ma allo stesso tempo è vittima della madre possessiva ed egoista (Allison Janney) e del violento e stupido marito (Sebastian Stan). Nel 1994 fu al centro di uno scandalo che sconvolse il mondo dello sport: la sua più acerrima rivale, Nancy Kerrigan, fu colpita alle gambe da un uomo, che poi si scoprì essere stato assoldato dall’ormai ex marito di Tonya, con l’obiettivo di spezzarle una gamba e di eliminarla dalla concorrenza in vista delle Olimpiadi invernali. Nancy riuscì comunque ad arrivare seconda dopo aver recuperato dall’infortunio e Tonya dovette accontentarsi del quarto posto. In seguito alle indagini Tonya fu accusata di essere al corrente dell’aggressione e di non aver fatto nulla per impedirla, di conseguenza fu radiata dall’ US Figure Skating Association e la sua carriera finì ingloriosamente.

Io, Tonya non è il solito film didascalico sullo sport ma è una commedia nera in piena regola, tanto assurda e grottesca quanto probabilmente vicina alla realtà dei fatti (il film è infatti basato si interviste vere), capace di coniugare in modo straordinario drammaticità ed umorismo. Il tutto è sorretto dall’immensa performance di Margot Robbie, l’unica vera rivale di Frances McDormand nella corsa per i passati academy awards, in grado di rappresentare una donna così piena di contraddizioni. Tonya è fiera ed indomabile, tanto da insultare i giudici “puzzoni e razzisti” che non la reputano abbastanza brava, ha un carattere difficile da interpretare, forgiato dal suo passato tormentato, ma è determinata oltremodo a raggiungere il suo obiettivo: partecipare e vincere alle Olimpiadi. Altrettanto eccezionale è senza dubbio Allison Janney, non a caso vincitrice dell’Oscar come miglior attrice non protagonista, nel ruolo della madre-strega cattiva e incompetente, oltre che alcolizzata.

Alla luce della tragica storia personale di Tonya, del suo terribile rapporto con la madre e con il marito, entrambi violenti ed abusivi, e della sua perseveranza nel mondo dello sport per evadere da una triste realtà, il film riesce in qualche modo a decifrare il caos della sua vita e forse quasi a farci comprendere, per non dire giustificare, le azioni di questa strana ragazza, pur sempre umana e che forse, tutto sommato, non è così cattiva come sembra: è semplicemente sé stessa.


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