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Italia e Juve: difesa a rischio

Riccardo Signori
6 settembre 2016

Gigi Buffon

Qualche juventino avrà sudato freddo, qualche “anti” avrà sorriso infischiandosene dei destini nazionali, ma veder soffrire la difesa azzurra in due partite di fila, veder Chiellini pagare dazio per falli che, talvolta, in campionato gli vengono perdonati, potrebbe segnalare un campanello d’allarme.

Italia e Juve, sicuri che la difesa sia ancora una cassaforte di sicurezza? La risposta più immediata potrebbe dire: la Juve sa gestire meglio la difesa perché il suo centrocampo è più compatto, aggressivo, dunque fortifica la retroguardia. Invece il centrocampo dell’Italia guidata da Ventura ha gli stessi problemi di quella guidata da Conte (non è certo questione di manico): mancano uomini di qualità. Non basta Verratti, e forse nemmeno basterà il ritorno di Marchisio, per rendere competitivo, ad alti livelli, il nostro centrocampo.

La battaglia della qualificazione ai mondiali passerà attraverso la sfida con la Spagna , a cominciare dalla partita del 6 ottobre. Sarà gara chiave e l’Italia ha già messo le armi in campo. Meglio contare sulla difesa. Ma quale difesa? La celebrata BBC, Barzagli-Bonucci-Chiellini, ha fatto acqua ed ora dovrà gestire il ricambio di Chiellini. Buffon è una garanzia, ma ogni tanto si intravvede qualche cedimento di riflessi. La Juve avrà gli stessi problemi, il caso Chiellini non è da sottovalutare: questo inizio di stagione è stato disastroso: troppi errori, i soliti falli. Che sia il segnale di un declino? A Torino ci avranno pensato ed,infatti, si sono munti con Benatia e Rugani: non saranno fenomeni ma sono “pronto uso”. Del resto la casa bianconera ha fatto piani di grandeur per la stagione, ha migliorato il reparto sule fasce, ha caratterizzato l’attacco con l’arrivo di Higuain, ha cercato di sostenere il centrocampo con giocatori di diverso tipo e calibro, salvo trovare la buca finale con l’acquisto mancato di Witsel o di un centrocampista di pari valore. Un brutto colpo per la Juve che dovrà sudare in Champions. In Italia bastano, e forse avanzano, quelli che ci sono.

Giorgio Chiellini

Giorgio Chiellini

Ma tutta la “forza- Juve” è basata sulle sicurezze garantite dalla difesa e se Chiellini  comincia a girare a vuoto sarà meglio trovar soluzioni alternative. Allegri ci avrà già pensato, sapendo che anche Barzagli deve essere gestito per problemi fisici. La Signora invecchia nel reparto che l’ha fatta volare in questi anni, il destino attende sornione e, talvolta, beffardo.

L’anno passato la squadra si è sfilata dalla Champions per un errore difensivo di un vecchio cattedratico della fascia, leggi Evra, poi si può discutere su tutto il resto. Ma l’errore fu decisivo. Appunto il destino sornione e beffardo. Chiellini ha messo i brividi alla nazionale, l’ha costretta all’affanno, nel resto d’Italia non sono più di tre i difensori che possono sostituire quelli della Juve. Non è un bel punto di partenza per una squadra che, nel prossimo biennio, dovrà affidarsi soprattutto alla difesa, sapendo di avere un centrocampo con tanto cuore e poco talento, e contando su attaccanti che non sono al top della hit parade.     

In questo caso la casa bianconera si sfila dal problema , essendo ben munita di giocatori stranieri(e nessuna punta italiana: un record della sua storia). Invece Ventura ha scoperto che Pellè resta ancora il nostro miglior goleador e con discreta continuità, eppoi che  Ciro Immobile, quando sente la mano del ct, si trasforma. Buon per l’Italia se tanto basterà a  generare una autentica coppia da gol. Per ora resta un mistero perché il ct, e così altri tecnici prima di lui, si ostini a fidarsi di Eder come seconda punta: sgobba tanto, ma non segna quando serve. E una punta dovrebbe regalare reti, che sgobbino gli  altri.

Nella storia del calcio italiano ci siamo goduti il “generoso Ciccio”, al secolo Ciccio Graziani. Fra l’altro più bravo di Eder. Basta e avanza per la storia patria.  Ci portò perfino a vincere un mondiale (1982), ma giocava con gente che propinava gol e gioco. Qui il gol arriva col contagocce e spesso gli errori sono marchiani, se non fatali. In quella nazionale, targata Bearzot, oggi ci sarebbe posto solo per Buffon(ma il numero uno era Zoff, quindi…) e forse Barzagli: guarda caso due difensori.

Anche la storia calcistica nostrana manda un avviso ai naviganti.


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