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Ivanka Trump chiude il suo brand. Una caduta… di stile?

Martina D'Amelio
26 luglio 2018

Anche se sei la figlia del Presidente degli Stati Uniti puoi incappare in difficoltà economiche, quando entri nel mondo del fashion business. E così, l’ereditiera 36enne nonché consigliera di Donald (ebbene sì) è costretta a mollare il proprio brand omonimo Ivanka Trump. Ovviamente, perché ufficialmente “troppo presa dagli impegni alla Casa Bianca”.

Figlia, advisor, ambasciatrice (per il diritto al lavoro femminile nel Nuovo Continente, sottolineiamo), imprenditrice. Troppo lavoro per una come Ivanka: “Dopo 17 mesi a Washington, posso dire che sento il bisogno di concentrarmi esclusivamente sulla Casa Bianca. E, sinceramente, non so se ritornerò mai alla mondo della moda”, dichiara, un anno dopo essersi formalmente separata dall’azienda ed essere entrata nella White House come (senior) advisor del padre. Ma più che di un carico di stress e lavoro duro, i dati economici del marchio di tailleur, tubini, blazer, scarpe col tacco e altri staples da stacanovista d’ufficio dicono diversamente: Ivanka Trump sarebbe in pieno ribasso. Altro che conflitto di interessi.

Il lancio del brand avviene nel 2014, due anni prima dell’elezione di Donald a Presidente degli Stati Uniti. Poco dopo il voto, il divieto di distribuirlo nei Paesi asiatici, per ovvie ragioni. Ora la chiusura, anche se un portavoce dell’azienda di moda che gravita nell’orbita di IT Collection LLC ha specificato che la decisione “non ha nulla a che vedere con i risultati di mercato”, ma solo con la scelta di Ivanka di continuare a lavorare per papino. A dare la notizia è il Wall Street Journal, precisando che le vendite di abbigliamento del marchio erano salite vertiginosamente nell’anno delle elezioni presidenziali.

In realtà, da quel celebre 8 novembre 2016 è capitato più volte che i prodotti da businesswoman Ivanka Trump subissero dei boicottaggi di vendite per ragioni politiche (a parlare è sempre il portavoce). Aggiungiamo però che alcune catene, come Nordstrom e Hudson’s Bay, avevano smesso di vendere i prodotti Ivanka Trump negli ultimi 18 mesi; Neiman Marcus e T.J. Maxx avevano modificato gli spazi destinati alle collezioni di Ivanka. Il motivo (vero)? I modesti risultati.

La verità probabilmente non la sapremo mai (o come sempre sta nel mezzo). Fatto sta che ora i vestiti del brand continueranno a essere venduti in alcuni negozi come Bloomingdales, Zappos e Amazon a prezzi stracciati, fino a quando non saranno scaduti i deal tra l’azienda e i rivenditori (americanissimi). I contratti dei dipendenti intanto non saranno rinnovati, anche se i ricollocamenti sembrano essere stati quantomeno programmati. Per Ivanka, una caduta… di stile?


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