Cinema

J. Edgar

Giorgio Merlino
3 gennaio 2012

Babbo natale è tornato al polo nord, le vacanze sono finite e un nuovo anno ha avuto inizio, è ora di tornare con i piedi per terra; il modo migliore per farlo, è quello di gustare un tratto di storia americana con il film “J. Edgar”, al cinema da domani, 4 gennaio.
J. Edgar Hoover durante la sua vita divenne l’uomo più potente di tutta l’America.
 Come capo dell’FBI per circa 50 anni, non si fermò davanti a nulla pur di proteggere il suo Paese. Passando attraverso 8 Presidenti e tre guerre, Hoover si è lanciato in una guerra contro minacce sia vere che immaginarie, infrangendo spesso anche le regole per proteggere i suoi concittadini. I suoi metodi erano spietati ma eroici allo stesso tempo agli occhi dei sostenitori e ricevere l’ammirazione del mondo era quello a cui teneva di più.
Il regista Clint Eastwood, cresciuto duranti gli anni del suo “regno”, è rimasto molto incuriosito dalla possibilità di analizzare Hoover attraverso un film, pertanto, quando la sceneggiatura è arrivata sulla sua scrivania, racconta il cineasta “mi ero già incuriosito, soprattutto riguardo al modo in cui lo sceneggiatore, Dustin Lance Black, l’aveva approcciata. Era veramente lo studio di un personaggio. Mi è piaciuta molto la storia.”
Interpretare un personaggio politico del calibro di Hoover, il cui nome riecheggia ancora nella mente di ogni americano, non è certo un’impresa facile ma Leonardo Di Caprio ha accettato la sfida; benché gli sceneggiatori si siano concentrati su alcuni punti principali su cui basare il film, tra cui il rapimento di Lindbergh e la creazione del Federal Bureau of Investigation, l’attore ha interpretato da quando questi era ventenne fino all’età di 77 anni.
Il cast include anche la candidata al premio Oscar Naomi Watts nel ruolo della protagonista femminile Helen Gandy, segretaria di vecchia data di Hoover e l’attore Armie Hammer (“The Social Network”) nel ruolo del suo delfino.
Parlando di un film si analizza sempre la regia, sceneggiatura e recitazione ma ci si dimentica spesso dell’ampio lavoro nel retroscena, come quello dei costumisti; in relazione a “J. Edgar” questo aspetto assume una grande importanza e presenta soprattutto un’apprezzabile curiosità, soprattutto per i lettori di Luuk Magazine.
“J. Edgar” si svolge nel corso di più di sei decenni, dagli inizi del 1900 al 1972 e questo ha fatto sì che la costumista, Deborah Hopper, dovesse creare dei costumi che riproponessero l’evoluzione dei tempi. Leonardo Di Caprio da solo aveva circa 80 cambi di costume, il che ha rappresentato una bella sfida per la Hopper ed il suo team.
La stessa dice: “Oltre a dover vestire gli attori in modo adeguato per il periodo storico, ritenevo importante fornire al pubblico una sorta di guida per far capire in quale momento della vita di Hoover ci si trovasse.”
La Hopper ha elaborato uno schema di colori per comunicare questi piccoli indizi visivi. “Pensavo che sarebbe stato più facile avere una gamma diversa di colori per Hoover nei vari periodi, ad iniziare con i tessuti marroni per gli anni ’20; gradazioni di grigio e navy blue a righe per gli anni `30; e poi tessuti di colore navy, grigio e marrone scuro per gli anni `60. In questo modo i vestiti aiutano a raccontare la storia.”

 

Giorgio Merlino


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