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Jane Fonda: “A 60 anni l’amore si fa leggero e il sesso ci guadagna”


3 Maggio 2013

Ci sono generazioni destinate a essere pioniere. La sua è così. «Noi baby boomers dobbiamo inventarci un nuovo modello per questo fantastico tempo in più a disposizione». Sono le parole di Jane Fonda con cui inizia l’intervista esclusiva a Myself,  in edicola domani. «Sono nel terzo atto della mia vita (Jane Fonda è nata il 21 dicembre 1937, ndr) e posso assicurare che è il migliore. Ci tengo a dirlo alle altre, voglio che sappiano che la vecchiaia può essere meravigliosa». Ma come si fa? «Io sono molto disciplinata. Sul lungo periodo è questo che ti dà la libertà». Rimane il fatto che viviamo in un mondo ossessionato dalla gioventù. «Vero. È che siamo terrorizzati dalla morte. In altre culture non è così: dobbiamo superare la paura della vita che finisce. Io l’ho fatto, si sta meglio». Tra le sindromi femminili più contagiose c’è quella di volere essere brave in tutto. A lei è successo? «Certo, sono cresciuta convinta che se non fossi stata abbastanza bella e brava non sarei stata degna di essere amata. Noi donne ci mettiamo molto tempo a capire che, anche se non siamo perfette, non siamo affatto male. L’ho capito molto avanti, diciamo superati i 60». Anche l’amore è meglio a 60 anni? «Sì. Guardi che da adulti è più facile. Da giovane, quando ti innamori, cadi, ti abbandoni. Da adulta no, affronti l’amore come un rapporto tra esseri umani alla pari, in cui nessuno dei due sovrasta l’altro». Il suo compagno, il musicista Richard Perry, compie 71 anni in giugno. Se vi foste incontrati trent’anni fa non avrebbe funzionato? «No. Richard sarebbe stato troppo maschio alfa. Ora è perfetto: io sono più forte, lui è più dolce». Anche il sesso ci guadagna? «Con gli anni gli uomini hanno bisogno di più tempo e per noi va solo bene: non passiamo la vita a lamentarci che a letto corrono troppo? Alla mia età il sesso è più lento e, sì, più bello».