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Je suis couturier: Azzedine Alaia rivive a Parigi

Martina D'Amelio
24 gennaio 2018

È scomparso lo scorso 18 novembre, lasciando un grande vuoto nel mondo dell’Haute Couture. Oggi il genio di Azzedine Alaia rivive a Parigi grazie a una mostra dedicata ai suoi indimenticabili abiti.

Inaugurata in concomitanza con la settimana dell’Alta Moda, l’exhibition “Je suis couturier”, in scena presso la sede dell’Associazione Azzedine Alaia in Rue de la Verriere (da lui stesso fondata nel 2007 insieme al compagno di vita Christoph Von Weyhe e all’amica Carla Sozzani), racconta il lavoro del celebre designer tunisino.

In scena oltre 40 abiti delle sue collezioni Haute Couture e prêt-à-porter, selezionati da Olivier Saillard: le sue amate creazioni, indossate da star e celebrities, perfezionate fino all’ultimo orlo, ma sincere, in fin dei conti, perché, diceva “mi piacciono quando sono belle, senza tempo, con pochi dettagli o ornamenti e in colori puri, che non invecchiano mai: più semplici sono, più sono difficili da ideare“. E poi pezzi d’archivio, costumi di scena, documenti, bozzetti, abiti acquistati e custoditi gelosamente: un patrimonio unico volto a celebrare la carriera, dagli esordi nel 1979 ai nostri giorni, di questo indimenticato artista della moda, scomparso all’età di 77 anni. C’è l’abito indossato da Naomi Campbell in chiusura dell’ultimo show lo scorso luglio; e poi quello in jersey nero attraversato in diagonale da una lucente zip creato nel 1981 e riproposto nel 2003. Una storia lunga oltre 30 anni fatta di opere in bilico tra arte e moda, glamour e tradizione.

Solo un piccolo omaggio, in attesa della grande esibizione che debutterà a maggio al London Design Museum. E intanto il laboratorio nel cuore del Marais, location della mostra, si prepara a diventare una Fondazione, dedicata a preservare e custodire le collezioni e il patrimonio artistico di Alaia.

Avete tempo fino al 10 giugno per avvicinarvi al lavoro di questo grande designer. Anzi, couturier, per sua stessa ammissione: “Non sono un designer, sono un couturier” amava ripetere.


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