Letteratura

Karl Lagerfeld bibliofilo: 5 cose da sapere sulla sua passione per i libri

Martina D'Amelio
18 Marzo 2019

Non solo moda. Oltre a disegnare abiti e accessori unici e allestire show spettacolari per Chanel, Fendi e la Maison che porta il suo nome, Karl Lagerfeld aveva un’altra grande passione: quella per i libri.

Ecco 5 cose da sapere sul Karl bibliofilo, una figura defilata ma interessante tanto quanto il Kaiser stilista.

1|Abbastanza colto”. Così si definiva il designer 85enne scomparso lo scorso febbraio: in tedesco, “ziemlich kultiviert“. Diciamo che sua affermazione nascondeva una certa modestia. La lettura e la scrittura sono sempre state tra i suoi interessi principali, insieme alla musica classica, la fotografia, l’architettura e la filosofia. Se fosse nato nel Cinquecento, probabilmente sarebbe diventato un cultore delle arti o un mecenate anziché un designer di moda. Ed è giudicato universalmente, in verità, uno degli uomini più colti d’Europa.

2| La biblioteca. Pochi sanno che Karl Lagerfeld possedeva nella sua biblioteca parigina oltre 300 mila volumi. Disposti orizzontalmente, i libri si addossano alle pareti di quasi tutta la casa del direttore creativo, collocati su pile che partono dal pavimento fino ad arrivare al soffitto, consultabili tramite l’utilizzo di una passerella. Un vero e proprio santuario di legno e acciaio, giocato in colori neutri. I libri spaziano da Botticelli all’Art Nouveau, da Thomas Mann fino a Djagilev e a Virginia Woolf, la sua scrittrice preferita. Il regalo più apprezzato per Karl? “Non è difficile farmi felice: un libro sarà sempre accettato da me con estrema gratitudine – era solito dire – Per i libri cerco sempre di trovare tempo: sono una droga, certo, ma una droga che invece di far male fa benissimo alla mente”.

3| Il conte Kessler. Il modello di Karl Lagerfeld? Il visionario ha sempre ammesso la sua grande ammirazione per il conte tedesco Harry Graf Kessler (1868-1937), amico di Rodin e Verlaine, nonché scrittore e cultore dell’arte moderna. Tra i libri preferiti del Kaiser proprio i suoi diari; da lui, Karl Lagerfeld ha ammesso di aver copiato la camicia bianca dal collo inamidato e abbottonato. Oltre che “la capacità di dire cose non superficiali utilizzando mezzi superficiali”.

4| Nietzsche. Karl Lagerfeld è stato anche editore. E non di uno scrittore qualunque, ma del filosofo Friedrich Nietzsche (1844-1900). Il Kaiser infatti non solo studiò da vicino, ma pubblicò anche, nella sua casa editrice per intenditori, l’opera omnia del filosofo con i commenti originali dell’autore, rintracciati tra i manoscritti con metodo filologico. Un lavoro ambizioso il suo, interamente in tedesco, del quale si dispiaceva di non aver potuto realizzare una traduzione inglese. Solo così aveva impiegato ben 7 anni, per la versione UK ci sarebbero voluti almeno altri 10 anni.

5| 7L. Dietro questa sigla si nasconde il nome di una libreria di Parigi, aperta nel 1999 e specializzata in volumi di moda, arte, fotografia, architettura e design. Oltre che cataloghi e titoli di cucina, giardinaggio, mostre e paesaggi. Sito in rue de Lille al numero 7, questo piccolo gioiello era di proprietà di Lagerfeld e ospita spesso eventi e letture per un pubblico selezionato di avventori.



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