Cinema

Keira Knightley in Colette, scrittrice simbolo della Belle Époque

Chiara di Perna
7 Dicembre 2018

Le scrittrici non vendono!”: così esordisce Willy, marito di Colette (Keira Knightley), durante una lite. E proprio per questo il motivo il primo ciclo di romanzi della scrittrice è stato pubblicato con il nome di lui.

È approdato ieri nelle sale italiane ”Colette”, pellicola basata sulla storia vera della celebre scrittrice francese. Diretto da Wash Westmoreland, il film si concentra sulla prima parte della carriera della talentuosa autrice, quella oscurata dalla figura del marito.

Incredibile la vita di Colette, sposatasi in giovane età e fuggita dalla campagna, che reputava troppo stretta per le sue ambizioni, e approdata a Parigi, la grande città che l’affascinava per la  sua vivacità intellettuale. Donna dalle mille risorse, piena di sorprese: scrittrice, attrice teatrale, make-up artist e giornalista. Una vita così straordinaria da non poter diventare materia per un film degno di nota, grazie soprattutto alla presenza della straordinaria attrice Keira Knightley, che qui supera se stessa con un’interpretazione superba.

Un film biografico e non solo. Tanti i temi trattati, primo fra tutti l’emancipazione di Colette, simbolo femminile della Belle Epoque, per descrivere la lotta al patriarcato. Un film pieno di amori, intrighi, passioni e avventure così come i romanzi della protagonista dall’animo rivoluzionario. Tra i diversi intrecci ci sarà, infatti, anche la relazione con la marchesa Mathilde de Morny, Missy… Ma gli spoiler sono banditi quindi preparate i pop corn e di certo non vi annoierete.

Ciononostante non è stato possibile raccontare in un solo film tutte le sfaccettature dell’eccentrica Colette, spirito ribelle e artista spregiudicata e poliedrica, fonte d’ispirazione per i suoi racconti con protagonista Claudine, modello per le donne francesi dell’epoca.

I romanzi di Colette sono diventati subito un fenomeno letterario e ancora oggi sono considerati un esempio per la libertà femminile. Del resto come, disse lei stessa: “La mano che tiene la penna scrive la storia”.



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