Cinema

Kenneth Branagh e l’assassinio (del cast) sull’Orient Express

Michela D'Agata
14 dicembre 2017

Assassinio sull’Orient Express (titolo originale Murder On the Orient Express) è la trasposizione cinematografica, diretta da Kenneth Branagh e sceneggiata da Michael Green, dell’omonimo leggendario romanzo di Agatha Christie.

Per quanto riguarda la trama non c’è nulla di nuovo: siamo negli anni ‘30 e il detective Hercule Poirot (per la nona volta protagonista dei romanzi della Christie e qui interpretato dallo stesso Branagh) è su un treno che attraversa l’Europa da Istanbul a Calais nel bel mezzo dell’inverno. Le cose si complicano quando si scopre che un misterioso omicidio si è consumato proprio sul treno: un distinto signore americano di nome Ratchett (Johnny Depp) è stato pugnalato e ucciso nel suo scompartimento. Mentre l’Orient Express si trova bloccato a causa di una grande nevicata, il detective belga sarà incaricato di risolvere il caso: ci sono altissime probabilità che l’assassino, anch’esso bloccato a causa della neve, non sia mai sceso dal treno. Poirot inizierà a raccogliere indizi perquisendo cabine e interrogando i 13 passeggeri che si trovano nella stessa carrozza nella quale l’omicidio è stato commesso…la soluzione è forse più vicina di quanto sembri, ma di certo non mancheranno i colpi di scena.

In questo secondo adattamento cinematografico del celebre romanzo della Christie spicca su tutti il personaggio interpretato dallo stesso Kenneth Branagh: un narciso Poirot con baffoni inverosimili, teatrale in una maniera forzata e forse eccessivamente protagonista.

La preponderanza del personaggio del detective, che è però comunque ben costruito, va a penalizzare l’intero cast a dir poco stellare – Michelle Pfeiffer, Judi Dench, Penelope Cruz, Willem Dafoe, Johnny Depp –, che di conseguenza risulta tristemente sprecato: i personaggi sono bidimensionali, mancano di spessore e di introspezione e si trovano ad essere tutti sacrificati in funzione del protagonista. Inevitabile è il confronto con il precedente adattamento del 1974 diretto da Sidney Lumet, anch’esso con un cast eccezionale (Ingrid Bergman, Anthony Perkins, Albert Finney, Jacqueline Bisset, Lauren Bacall,Vanessa Redgrave), ma sicuramente più compatto e usato con maggiore saggezza.

La sceneggiatura, anche se ben articolata, è comunque particolarmente complessa, tanto da riuscire con difficoltà a sbloccarsi, oltre che troppo focalizzata sul personaggio di Poirot. Nel complesso la pellicola è però particolarmente suggestiva e godibile alla vista grazie ad inquadrature insolite ed una fotografia sorprendente. Eccessivo l’uso degli effetti speciali, che danno una globale impressione di artificialità.

Il risultato è quello di un ennesimo remake che cercando forzatamente di innovare e di dare un tocco di modernità ed originalità ad una storia già vista rischia di togliere piuttosto che aggiungere qualcosa.


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