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Kim Kardashian cambia nome alla sua linea di lingerie

Martina D'Amelio
9 Luglio 2019

Dopo aver fatto infuriare tutto il Giappone ed essere stata accusata di appropriazione culturale, Kim Kardashian fa un passo indietro e cambia nome alla sua neonata linea di shapewear.

L’annuncio del lancio della sua collezione di lingerie Kimono Solutionwear su Instagram, solo una settimana fa, aveva indignato il popolo del Sol Levante – e non solo. Colpa dell’utilizzo del nome dell’abito popolare: in men che non si dica, i social sono stati invasi dall’hashtag #KimOhNo e le critiche sono piovute addosso alla moglie del rapper Kanye West.

A nulla è servita la pronta replica della star, che si è difesa dalle accuse rivoltele dai difensori del tradizionale indumento giapponese. “Capisco e ho profondo rispetto per il significato del kimono nella cultura giapponese e non ho intenzione di progettare o rilasciare indumenti che in qualche modo assomiglino o disonorino il tradizionale indumento. Ho deciso di chiamare la mia compagnia Kimono per sottolineare la bellezza dell’inclusività. Il mio marchio solutionwear è costruito per esaltare la diversità e ne sono incredibilmente orgogliosa”, aveva dichiarato al New York Times.

Ma dopo aver ricevuto una lettera dal sindaco di Kyoto, Daisaku Kadokawa, nel quale le chiedeva di riconsiderare il nome della linea, Kim ha fatto dietrofront. E lo ha ovviamente annunciato sul proprio profilo: “Essere un imprenditrice e il capo di me stessa è una delle sfide più gratificanti della mia vita. Questo mi ha permesso dopo tutti questi anni di avere una linea diretta di comunicazione con i miei fan e con il pubblico. Ascolto, imparo e cresco sempre e apprezzo così tanto la passione e le diverse prospettive delle persone. Quando ho annunciato il nome della mia linea l’ho fatto con le migliori intenzioni. I miei marchi e i miei prodotti sono costruiti con l’inclusività al centro e dopo un’attenta riflessione e considerazione, lancerò il mio marchio con un nuovo nome. Grazie per la vostra comprensione e per il vostro sostegno“.

Ora la linea di Kim è senza nome, ma lei almeno ha guadagnato un invito personale in Giappone per scoprirne le tradizioni dal primo cittadino della città. Magra consolazione?



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