Cultura

La Bella addormentata nel Bosco di Nureyev sul palco della Scala

Benedetta Bossetti
2 Luglio 2019

In scena al Teatro alla Scala sino al 9 luglio, La Bella addormentata nel Bosco è il balletto classico per eccellenza.

Ideato nel 1966 proprio per il palco scaligero, lo spettacolo è una rielaborazione da parte di Rudolf Nureyev dell’opera di Marius Petipa, arricchita di significative ed elaborate variazioni capaci di sottolineare l’eccellenza degli interpreti – all’epoca, Nureyev stesso e Carla Fracci.

La musica, di Pëtr Il’ič Čajkovskij, viene oggi diretta da Felix Korobov, mentre le scene e i costumi sono del premio Oscar Franca Squarciapino.

La storia è nota a tutti: alla Corte di re Florestano si celebra la presentazione alla corte della principessa Aurora. Tra gli invitati sette fate porgono i loro doni, ma Carabosse, la fata malefica che non è stata invitata, irrompe alla festa e lancia una maledizione: “Aurora a sedici anni morirà pungendosi con un fuso”. Interviene la fata dei Lillà che riesce a tramutare quella sentenza di morte in un sonno profondo, che potrà essere interrotto unicamente dal un bacio d’amore. Al compimento del sedicesimo anno della principessa, durante i festeggiamenti, compare Carabosse travestita da vecchia: porge ad Aurora dei fiori dove è nascosto un ago, lei inevitabilmente si punge e, insieme con la corte tutta, piomba addormentata. Sarà il principe Désiré a salvarla: scioglierà l’incantesimo e sposerà Aurora tra un divertissement di personaggi delle favole di Perrault – il Gatto con gli stivali e la Gatta Bianca, l’Uccello Blu e Fiorina.

Troviamo nella prima recita Polina Semionova come Aurora, accompagnata da un aitante e veemente Timofej Andrijashenko – principe Désiré. Nella ripresa della seconda serata ci sono invece Nicoletta Manni, un’Aurora travolgente, ammiccante e civettuola, e Claudio Coviello, vigoroso e incisivo. Virna Toppi è una soave fata Cristallo; nel passo a cinque degni di nota sono la delicata Martina Arduino e Marco Agostino; tra i cavalieri Walter Madau; l’Uccello Blu Nino Sutera è impetuoso e perfetto, mentre Christian Fagetti è uno spiritoso Gatto con gli stivali.

Un’opera coreutica perfetta, di grande impatto scenico e maestria. Uno spettacolo coinvolgente, sontuoso, denso di pathos ed eleganza, dove la tecnica perfetta e il virtuosismo dei ballerini sottolinea la bellezza della favola creando un vero e proprio trionfo della danza classica.

Una grande produzione, un successo grazie anche ad un superlativo e applaudissimo corpo di ballo.

Un balletto da vedere e rivedere!

 

 

Ph credits: Brescia Amisano per Teatro alla Scala



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