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“La Bellezza ci salverà”: intervista a Silvia Bisconti di Raptus&Rose

Martina D'Amelio
13 giugno 2018

La Bellezza è vestire le donne ascoltando la loro anima e risvegliando la loro passione. La Bellezza ci salverà”. Può una semplice frase racchiudere l’anima di un brand? Di certo rivela molto sulla sua stilista: abbiamo incontrato Silvia Bisconti, guida creativa di Raptus&Rose, il marchio di “Moda Liberata” che ha fondato nel 2011. Un vero e proprio raptus creativo è all’origine di questa collezione composta da pezzi unici. Tutto nasce da una duplice ribellione: verso un brutto male e verso un mondo fashion fatto di stereotipi. Freni lontani dalla naturale creatività della designer di vestiti milanese, che ha abbracciato uno stile e una filosofia di vita alternativi, trovando nella tranquilla Belluno la sua nuova dimensione, dopo i corsi all’Istituto Marangoni di Milano, l’esperienza da Romeo Gigli – di cui è stata a lungo l’assistente – e la direzione creativa di Malìparmi, che ha seguito per tredici anni.

Il suo luogo “fiorito” ideale per fondare uno speciale Atelier che produce creazioni di alta qualità Made in Italy per donne comuni, ma sempre alla ricerca di pezzi originali. Raptus&Rose infatti consiste in piccole Limited Edition, modulate intorno a modelli dal taglio essenziale – pijama pant, cappottini, gonne fluide, maglie morbide – realizzati con cuciture sartoriali, preziosi ricami, tinture e stampe a mano. Non uno showroom, nemmeno un negozio, né una sartoria qualsiasi: piuttosto un luogo di trasformazione, ricerca, invenzione.

Una piccola finestra sul mondo, grazie all’utilizzo di tessuti pregiati provenienti dai quattro angoli del globo: i souvenir dei viaggi di Silvia, che diventano le basi esclusive di capi realizzati su misura per donne appassionate, libere ed eccentriche, proprio come lei. Il brand “obbedisce” alla regola delle 3 R: Recuperare, Riassemblare, Ricreare. Soprattutto, la propria individualità femminile. Pronte a “raptusizzarvi? Siamo sicuri che lo farete anche voi, dopo aver letto quest’intervista.

Cos’è la moda per Raptus&Rose?
La Moda Liberata: ovvero, rompi le regole e sii felice!

Hai lavorato per Romeo Gigli, sei stata il direttore creativo di Malìparmi. Qual è il “raptus” che ti ha spinto a creare Raptus & Rose?
Lavorare con Romeo è stato meraviglioso, da lui ho imparato tanto: gusto del colore, dei dettagli, amore per i viaggi e per la bellezza in generale. La direzione creativa di Malìparmi è durata tredici anni della mia vita ed è stata un’esperienza importante, ma già nell’ultimo periodo cominciava a farsi strada e a germogliare il seme di Raptus&Rose: ciò che mi ha spinto a far diventare quell’embrione d’idea una realtà è stata la voglia di cambiare le regole. Perché quando le conosci a fondo e cominci a capire che non ti vanno più bene, che non ti appartengono più, ecco che nasce il “raptus” impetuoso e coraggioso che ti porta ad intraprendere nuove strade, a cercare nuove soluzioni. R&R è nata così.

Ogni abito una storia… fatta di tessuti, i veri protagonisti delle collezioni Raptus&Rose. Dove li cerchi, come li scovi e in cosa ti lasci guidare nella scelta?
Non compro i tessuti attraverso i canali tradizionali, ma giro il mondo – soprattutto l’India – per trovarli. Ogni abito ha una storia, perché i metraggi che compro sono sempre molto limitati, molto spesso per un unico capo.
Questo mi permette di realizzare pezzi unici con tutto quello che trovo e che m’incanta: foulard vintage, sciarpe tessute a mano, broccati da matrimonio indiani o vecchi kimono giapponesi. Tutto viene ritrasformato, assemblato, mescolato fino a diventare un R&R compiuto.

Il tuo atelier sorge in un locus amoenus in quel di Belluno, ma potremmo considerarlo itinerante. Come mai questa modalità di vendita?
Il nuovo Atelier di R&R, di cui sono follemente innamorata, sorge in riva al fiume, ed è una vecchia tipografia ristrutturata. È da qui che nasce tutto e dove la collezione viene realizzata in ogni suo aspetto, dal lavoro sul manichino alle fasi del cucito soprattutto a mano, dalle tinture ai ricami. Questo spazio è adibito anche alla vendita, perché l’Atelier dispone un’area accogliente dove le nostre clienti possono venire a trovarci e passare una giornata con noi immerse nella creatività. La nostra modalità di farci conoscere? La definirei “sperimentale”, perché non abbiamo né agenti né showroom e non partecipiamo a fiere di settore. Vendiamo a pochi selezionati ed amati negozi come Zoe di Pietrasanta, Bassano e Porto Rotondo, VerdeLilla di Torino, Chicchi Ginepri a Milano, con cui spesso realizziamo eventi in collaborazione, più alcuni altri in giro per l’Italia. Ma il cuore del nostro modo di lavorare rimangono i pop-up shop itineranti, spesso legati anche a degli eventi speciali.

Quali saranno i prossimi?
Abbiamo inaugurato a Venezia, all’hotel Metropole, una stanza “rose room” permanente. Ma si tratta perlopiù di appuntamenti nomadi e diversi tra loro, che vengono svelati di volta in volta e ci permettono di avere un contatto diretto con le nostre clienti. Un viaggio iniziato nel 2016: ma il Divino R&R Tour è pronto a sbarcare a breve in nuovi luoghi e città. Tengo moltissimo alla sfilata che si terrà il 29 Giugno a Marostica, in provincia di Vicenza, organizzata in collaborazione con l’Associazione Oncologica San Bassiano di Bassano Del Grappa. Secondo un’abitudine consolidata, porteremo in passerella i nostri capi indossati da donne di tutte le età affette da cancro. Un appuntamento che vedrà protagoniste le mie “regine rock” per una notte.

Quali sono i capi che non possono mancare nell’armadio di una cliente Raptus&Rose?
Non possono mancare un cappottino pezzo unico, leggero e speciale – il vero cuore di tutto il progetto – ma anche i Trombetta Pant in tessuti stampati e gli abiti leggeri e svolazzanti. La mia cliente tipo è viaggiatrice, curiosa, indipendente, appassionata e leggermente eccentrica… ma, soprattutto, desiderosa di raccontare la sua anima attraverso i vestiti che indossa: e di donne così, ce ne sono davvero tante!

Nuova stagione, nuova limited edition. Quali sono i pezzi must-have?
I più rappresentativi e i più amati sono dei leggeri cappottini ibridi: sopra di pizzo francese, trasparente e femminile, sotto di cotoni intessuti a mano, bellissimi e trovati durante il mio ultimo viaggio in Gujarat, tutti uno diverso dall’altro.

Cosa c’è nel futuro di Raptus & Rose?
Mille progetti direi. Innanzitutto, abbiamo appena lanciato il nostro e-commerce, molto emotivo e molto R&R: si chiama Divino Shop ed offre molti dei nostri capi esclusivi. Non vedo l’ora di presentare il primo profumo Raptus&Rose. Nuovi pop-up store sono in arrivo in tutta Italia. E poi chi lo sa. Una cosa è certa: in tutto quello che farò, sarò sempre guidata da quella sorta di romantico “raptus”.


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