Leggere insieme

La cura del ghiro

Marina Petruzio
20 Aprile 2019

Con le parole di Antonella Capetti e le illustrazioni di Silvia Molteni, la bella edizione curata da Edizioni Corsare di “La cura del ghiro” profuma di bosco, di aria pulita, di quella brezza leggera che arriva come una carezza inaspettata che porta con sé un frammento di ricordo, che fa chiudere gli occhi e respirare piano, profondamente.

I ricordi a volte si respirano, nell’aria di talune ore. A volte arrivano portati dalla luce quella che silenziosa e sbieca si allunga nel bosco, densa di piccoli minuzzoli, chiamateli se volete pulviscolo, ma alcuni sono carichi di ben altro. Altre sono piccoli frammenti delle cose più differenti, piccoli oggetti agli occhi di tutti insignificanti, magari bizzarri o proprio di quel colore lì, ma per colui che raccoglie, per colui che li trova sono pezzetti di qualcuno e di qualcosa. Il bosco, sebbene abitato da una serie di animali noti ai bambini, è come vuoto, pare ovattato in quei colori che come all’alba tingono di rosa e giallo ma sfumano tutti i confini. É grande lo spazio che si apre dagli scorci, riguarda una valle, il suo fiume tranquillo, quasi fermo, le sue montagne, il verde dell’infinito. Le stagioni lo mutano ma i rumori che ne arrivano sono lontani, attutiti, le foglie si schiudono piano e nell’autunno sembrano non toccare mai terra tanto è lento il loro viaggio, la neve nell’inverno cade pacata. Il colore seppiato della nostalgia avvolge tutto di infinita bellezza. E poi c’è quella brezza che scuote lievemente i cespugli. Un ghiro roseo di guance raccoglie qua e là alcune cose, pensieroso. Un filo d’erba, un sasso caldo di sole, una piuma di allodola. Ma non sua no, non della sua amica allodola. Un’amica che parte, lascia uno spazio vuoto sì, ma pieno della sua presenza, si chiama mancanza. È questo che sente il ghiro oggi e nel letargo dell’inverno, nella piccola tana calda, al risveglio nella primavera.

È così che quel filo d’erba, il sasso caldo, la piuma candida, due mirtilli, una foglia di castagno appena caduta e una spiga raccolti un per uno diventano pezzettini, frammenti carichi di senso, capaci di risvegliare i ricordi, tenerli caldi. Capaci di non dimenticare. È con questi pensieri che il ghiro, solo, si aggira per il bosco, raccoglie con cura, rimugina, sistema il suo giaciglio. Riuscirà a sognarla, dormendo circondato da pezzettini della sua presenza? E poi per quanto tempo si può vivere nel ricordo, cullarlo, curarlo? Sarà un altro battito, un frullio d’ali, le prime note di un canto tra i fiori di ciliegio a prendersi finalmente cura di lui.

Silvia Molteni illustra lavorando come a una scenografia di cui dipinge per primo il paesaggio, i fondali, imprimendo su di esso quel senso di vuoto che modella col colore: un guscio d’uovo che tende al grigio, il giallo che come il sole arriva da lontano, un azzurro che si macchia quando nell’ora che tinge tutto di blu confonde cielo, acqua e terra, qua e là un tocco livido e infine un sereno che da quel guscio d’uovo vira al rosa, ingiallendo. Illustrata una sensazione, comincia a riempirla dei suoi naturali abitanti: scoiattoli, tassi, passerotti dal petto rosso, farfalle e tordi. Attenta a non disegnare il ricordo, se non ponendolo in una piuma candida. E poi il ghiro. A terra tra il suo raccolto, in alto in bilico su un ramo, nel suo giaciglio, tra l’erba alta del prato nel folto del bosco. E sembra di aver corso con lui, zampettato frettolosi, saltato di qua e di là. È un piccolo ghiro che regala a tutti, disegnandolo a penna bic durante il firma copie, attenta a quella guancia rosea, unico accenno di quel movimento, di quel fare tipico dei ghiri. È il suo gesto di cura nei confronti dei lettori affinché tutti possano avere un piccolo ghiro raccoglitore che li curi con le sue infinite collezioni di pezzettini preziosi.

Una racconto tenero sull’amicizia che porta a riflessioni profonde sulla capacità di amare e trattenere gli affetti, anche quando non ci si vede più, anche quando non si è più, sulla capacità di ricordare, ma anche sulla capacità di rinnovarsi. Ma è e resta soprattutto un albo pieno di grazia, di bei colori e di un ghiro, non tanto comune incontrarlo nei libri per bambini.

 

 

La cura del ghiro
con le parole di Antonella Capetti e le illustrazioni di Silvia Molteni
edito Edizioni Corsare
euro 18
età di lettura per tutti

 



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