Leggere insieme

La danza delle rane

Marina Petruzio
14 Aprile 2019

Da Editoriale Scienza un romanzo di formazione, breve ma avventuroso e piacevolissimo per storia e scrittura, che piacerà a bambine e bambini di più fasce di età indipendentemente da quella segnalata dall’editore, i 9 anni, da poco in libreria: “La danza delle rane”. Un testo scritto a quattro mani da Anna Vivarelli e Guido Quarzo con le illustrazioni di Silvia Mauri, uno spaccato assolutamente romanzato e in parte completamente inventato resta però un pensiero dedicato a colui che è ancora oggi considerato il padre scientifico della fecondazione artificiale, di cui quest’anno ricorre il 290esimo anno dalla morte: Lazzaro Spallanzani.

Più che attuale il contenuto di questo libro dalla copertina chiara che ricorda un po’ quella di taluni classici della bella letteratura per ragazzi, pochi colori dai toni pacati, una rana d’altri tempi che sta saltando via e leggeri rilievi accolgono il lettore senza chiasso, col tono giusto per introdurre qualcosa di molto serio, un pezzettino di quello che Lazzaro Spallanzani chiamava progresso, qualcosa che cambiò nel tempo la scienza e il vivere dell’uomo su questa terra.

Siamo nella seconda metà del Settecento, in un’epoca poco nota ai giovani lettori, di cui senza molto impegno si trarranno alcune informazioni. La vita nelle campagne, ad esempio, la differenza tra signori e contadini, che la vedi già dalle scarpe: scarpine per i primi e robusti e rigidi zoccoli per i secondi. Dal cibo: biscotti a merenda, di burro e zucchero e cioccolata calda; farine grosse, latte e zuppe per la famiglia del mugnaio. E poi il rispetto reverenziale per i libri da parte di chi nasce destinato ai campi, come Antonio che già da bambino si vedeva lavorare al mulino come suo fratello e suo padre e ancora prima suo nonno, e profumare di farina e tabacco da pipa come papà! Perché nella fatalità della vita c’è chi nasce mugnaio e chi nasce marchese. Ma nella fatalità della vita può capitare di dover contemplare le occasioni. E ad Antonio, tredicenne figlio della terra, non mancarono certo…

Osservato, Spallanzani osserva quel ragazzo che lo segue con lo sguardo. Lui nel ruscello, dalle eleganti fattezze e vestiti nobili, con le braghe arrotolate e i piedi nudi e le mani nell’acqua a cercar rane o piegato, accucciato a raccogliere da terra un frammento, un qualcosa di mai visto prima, da osservare, studiare e con cura catalogare, conservare e aggiungere alle sue meravigliose collezioni – quali quella conservata al Museo di Storia Naturale di Pavia e in quello di Reggio Emilia. Servirebbe proprio un ragazzo che scriva i cartellini per ogni cosa raccolta, col loro bel nome latino, in bella calligrafia. È così che Antonio da figlio di mugnaio viene ceduto a servizio dell’onorevole gesuita, assistente personale dell’abate Lazzaro Spallanzani. Grande cercatore e raccoglitore di rane. Non che le rane le collezionasse, no, e neppure le archiviasse cartellinate. All’abate le rane servivano per dimostrare che non c’era logica, che la natura e di conseguenza la scienza non poteva supportare la dilagante e oscura teoria della generazione spontanea. Che non può esserci riproduzione senza inseminazione, bisogna insomma che il gallo nell’uovo ci abbia messo la sua parte: niente gallo niente pulcino – niente gallina niente pulcino! Che i girini, le rane e le uova non nascono né dal fango né dal marciume…per avere un girino ci vogliono una ranocchia femmina e un ranocchio maschio. E ciò non vale solo per le rane, ma anche per i cani, per le mosche e i cavalli e anche per noi poveri esseri umani. La vita come una danza che necessita di essere danzata a coppie, un maschio e una femmina, se non si formano le coppie la danza si ferma. Nel secchio le rane eseguivano la loro danza, così la chiamò Antonio, “La danza delle rane”.

Con il giusto piglio divulgativo, senza nulla togliere all’illuminato Spallanzani e ai suoi studi, con la giusta leggerezza di un romanzo che conosce il suo giovane pubblico e che nello srotolare la sua storia sa essere curioso, intrigante, ci si ritrova a parlare di filosofia, di modernità, di progresso e naturalmente di scienza. Del nuovo rispetto al vecchio e degli stimoli che se ne possono trarre. Un romanzo, una storia che sa tenere compagnia e che rimarrà nei pensieri dei bambini tornando nelle riflessioni quotidiane.

Ma se intenderai percorrere il cammino della conoscenza, dovrai lasciare aperta la mente, e accogliere ogni domanda con senso critico e curiosità. Lo scienziato, in fondo, è colui che nonostante ciò che sa, ha mantenuto lo stupore di un bambino.

 

 

La danza delle rane
di Anna Vivarelli e Guido Quarzo
e le illustrazioni di Silvia Mauri
collana Racconti di Scienza
edito Editoriale Scienza
euro 9.90
età di lettura: dai 9 anni

 



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