Fitness & Wellness

La Dieta a Zona

Alessio Rinelli
11 marzo 2013

Cento, duecento, forse trecento sono le diete che in tutto il mondo vengono scelte ogni giorno da chi ha bisogno, per un motivo o per l’altro, di dimagrire. La dieta a zona è tanto famosa quanto utilizzata; interessante, forse, non tanto quanto la dieta del gruppo sanguigno, ma efficace e ben progettata. Se applicata con particolare devozione avrete ottimi risultati. L’ideatore della dieta a zona è un biochimico statunitense: Barry Sears, che nel 1995 scrisse il libro “Enter the zone” cioè “raggiungere la zona”. Ma cosa significa?

INFO
Il termine Zona, trattando questo particolare regime alimentare, fa riferimento a un peculiare stato metabolico nel quale, secondo Sears, l’organismo sta lavorando nel modo più efficiente possibile. Secondo Sears, il cibo deve essere visto come una sorta di farmaco da assumere ai giusti dosaggi se si vuole che raggiunga il suo scopo, ovvero il raggiungimento e il mantenimento di uno stato psicofisico ottimale.
Questo regime alimentare si basa sulla produzione di insulina, che secondo Sears sarebbe responsabile di trasformare i carboidrati in eccesso lipidico. Essa si basa anche, però, sul controllo degli eicosanoidi, un gruppo di ormoni che comprende, fra gli altri, i leucotrieni, i trombossani, le prostaglandine. Come nel caso di tutti gli ormoni, gli eicosanoidi, oltre a svolgere le funzioni di messaggeri chimici, hanno anche effetti antagonisti.
Con la Dietaz a Zona non si dimagrisce, si migliora: questa l’idea di Sears e dei suoi sostenitori. Ecco che si possono raggiungere diversi obiettivi: maggiori lucidità, concentrazione, tonicità muscolare, fluidità del sangue, efficienza cerebrale, resistenza ai processi infettivi e vasodilatazione; la dieta a zona inoltre promuoverebbe un deciso miglioramento dell’umore e della qualità del sonno e, ovviamente, consentirebbe un controllo ottimale del proprio peso corporeo.

FUNZIONAMENTO E APPLICAZIONE
Attenzione gente, la questione è un pò complessa. La Dieta a Zona funziona così: 
a) si calcolano le proteine necessarie, tenendo conto della massa magra del soggetto e del suo indice di attività; 
b) si calcolano i carboidrati per evitare di scatenare un picco d’insulina. Per Sears il rapporto fra proteine e carboidrati deve essere compreso fra 0,6 e 0,8 (ottimale 0,75). Di conseguenza i grassi devono rappresentare il 30% dell’alimentazione. Allo scopo di assumere i giusti quantitativi di macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi), Barry Sears indica due sistemi: il sistema del palmo della mano e il sistema dei blocchetti. Quest’ultimo ha tale nome perché i tre macronutrienti vengono appunto divisi in blocchetti (o blocchi): un blocchetto di carboidrati vale 9 g di carboidrati, un blocchetto di proteine vale 7 g di proteine,un blocchetto di grassi vale 3 g di proteine. Questi blocchi sono, di fatto, la rappresentazione delle percentuali di riferimento dei macronutrienti indicate dalla dieta a zona (40-30-30); essi devono essere assunti sempre nel rapporto 1:1:1.

PROBLEMI
Sears considera solo l’azione dell’insulina, ma non parte dalle reali necessità del corpo umano. Se si calcolano le proteine e i carboidrati necessari all’individuo (cioè le quantità minime giornaliere usate dal corpo), si scopre che tale rapporto non è quello indicato da Sears.
Se si rispetta il rapporto di Sears, si limita l’azione dell’insulina, ma si obbliga il corpo a trasformare le proteine e i grassi (e, ricordiamolo, la trasformazione origina scorie che devono essere eliminate) in carboidrati; se non si rispetta, parte il processo insulinico.
Chi va a fare i conti nella zona trova che le cose non tornano. È per questo che Sears è stato snobbato dalla comunità scientifica internazionale (in parte a torto, ma è difficile dialogare con chi si va a impelagare in posizioni insostenibili partendo da un principio corretto) e ha le prime pagine solo di giornali “divulgativi”.
In conclusione, si tratta di una dieta applicabile, con qualche modifica rispetto all’originale: è in sostanza “buona”, ma necessita qualche correzione, conseguibile dal vostro dietologo o nutrizionista di fiducia!