La fine del mondo dei Maya: aspiranti suicidi interpellano la Nasa

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11 gennaio 2012

La minaccia, insistono coloro che credono alla “profezia” dei Maya su una imminente fine del mondo nel prossimo dicembre, viene dallo spazio, e chi meglio della Nasa può allora consigliare la maniera migliore di scampare al Giorno del Giudizio? Come riporta il tabloid britannico The Daily Mail, l’Agenzia spaziale statunitense ha infatti aperto una speciale sezione sul suo sito nella quale cerca di rassicurare l’opinione pubblica: sito inondato da oltre 5mila messaggi di persone preoccupate al punto di chiedere se era il caso di ricorrere al suicidio, banalmente singolo o spettacolarmente di massa.

Altre 5mila persone hanno invece preferito darsi un’ultima possibilità e prenotato i servizi del californiano Robert Vicino, astuto imprenditore impegnato nella costruzione di bunker di lusso: “E se le profezie fossero vere, da che lato della porta vorreste trovarvi?”, chiede il suo sito (senza specificare la data entro la quale dovrà essere corrisposto il dovuto pagamento).

In tutto ciò, i maya hanno omesso l’informazione più importante: che cosa dovrebbe succedere alla fine del Grande Ciclo del loro calendario: le teorie ovviamente abbondano, e vanno dal pianeta sconosciuto che dovrebbe impattare il nostro in un’abile carambola orbitale all’immancabile invasione extraterrestre.

Il fatto è che anche gli studiosi delle civiltà precolombiane si sono mai messi d’accordo sul preciso significato della fine del calendario: la scuola di pensiero dominante da un decennio a questa parte indica che la fine del tredicesimo ciclo di 144mila giorni (baktun) va interpretato semplicemente come un cambiamento di epoca da accogliere con gioia. Quanto meno, conclude il mail, questo è ciò che stanno facendo le comunità che vivono attualmente nell’antico territorio maya, che non sembrano affatto preoccupate dal ticchettio dell’orologio e anzio sperano in un boom del turismo.

 

Fonte: TMNews