Fotografia

La fotografia di Gianni Berengo Gardin e Sergio Del Pero di scena a Venezia

Chiara Di Leva
14 febbraio 2018

Sinistra, destra, ponte e poi ancora destra, sinistra e ponte… Così si cammina per Venezia, perdendosi per le calli, cullati dal rumore dell’acqua, girando in quel magico labirinto di stradine intrecciate, si svelano, tra un campo e l’altro, come gemme preziose antichi palazzi.

Nel sestiere caratteristico e autentico di Cannaregio, all’interno di un cortile di mattoni, si accede attraverso un antico portale di una chiesa alla bellissima Galleria della Fondazione Wilmotte, che deve il suo nome all’architetto francese Jean-Michel Wilmotte. In questo spazio unico per la bellezza del palazzo che la ospita e per il design d’interni, inaugurato nel 2012 durante la 13e Biennale di Architettura, fino al 13 maggio è in mostra Venise ‘55/’65, realizzata in collaborazione con il Circolo Fotografico La Gondola una poetica rassegna di scatti dei fotografi Gianni Berengo Gardin (1930- ) e Sergio Del Pero (1913-1987).

E un luogo espositivo che intende favorire la conoscenza della cultura architettonica collaborando con artisti e fotografi che lavorano intorno a questo tema. Inoltre ospita e coordina incontri, presentazioni di libri in presenza degli autori ed eventi che promuovono l’innesto architettonico contemporaneo.

La rassegna presenta 24 stampe di Gianni Berengo Gardin e 30 stampe di Sergio Del Pero, articolandosi in un dialogo visivo nostalgico di una Venezia quasi immaginaria, quale quella del decennio tra gli anni ‘55 e gli anni ‘65.

I due fotografi evocano in modo diametralmente opposto la città lagunare sotto una luce romantica e sembrano raccontare, ognuno a modo suo nel fermo immagine, una città degna di una favola atemporale.

Gianni Berengo Gardin, (sempre fedele alla sua Leica) sembra fermare il tempo nei suoi scatti, rievocare una città e dei personaggi immaginari sotto la bruma della pioggia che cade su Venezia. Se nei suoi scatti risaltano nitidamente le forme tipiche architettoniche della Serenissima, la scelta del bianco e nero estrapola l’essenza e la bellezza di quella situazione, lasciando i suoi personaggi galleggiare in una dimensione quasi surreale.

Sergio Del Pero, autodidatta e fotoamatore, posa uno sguardo più riservato sui suoi soggetti, i suoi scatti autoproclamandosi forme dell’espressione personale sembrano più riservati, nascosti, per meglio cogliere la quotidianità degli abitanti, che spesso sfuggono agli occhi estranei alla città.

Il percorso espositivo tra le immagini di raffinata bellezza, formali di Berengo Gardin e le “tagliatelle”, sguardo intimo e irrompente nella vita dei veneziani di Del Pero, è lo sguardo nostalgico che mette in luce il contrasto tra il momento fuggevole e l’immobilità dell’architettura veneziana.

 

Venise ‘55-’65. Gianni Berengo & Sergio Del Pero
Dal 2 dicembre 2017 al 13 maggio 2018
Fondazione Wilmotte. Venezia
Fondamenta dell’Abbazia
Cannaregio 3560 – 30121 Venezia
Dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13.30 e dalle 14 alle 18


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