Letteratura

La grossa carpa Cicciobalda

Marina Petruzio
5 maggio 2018

LupoGuido porta in libreria Luis Murschetz,già noto qualche anno fa grazie a una talpa – Graboski -, con La grossa carpa Cicciobalda e un’unica attenzione…quella al sorriso.

No, non è il verde carpa, verde stagno, verde prato, verde alga, verde lampada, il colore di questo albo illustrato. No. Il colore di questo albo è indiscutibilmente giallo!

Giallo stivaletto giallo, giallo berretto giallo da pescatore quello con il pom-pom, giallo berretto giallo da pioggia, giallo di quei sederi gialli in evidenza sotto il lampadone verde che illumina i crani tondi e rosa, mettendo in risalto le basse e rotonde sporgenze, di una dozzina di pescatori imbufaliti, riuniti in seduta plenaria, mentre le teste di alcuni pesci imbalsamate e appese come trofei di caccia grossa, benevole, li osservano. Mute come mai.

Il motivo di questo animato consiglio è la carpa Cicciobalda reticente alla pesca soprattutto se è lei l’oggetto dell’attenzione.

La carpa Cicciobalda, come tutte le carpe anche se non Cicciobalde, si rifugia laddove preferisce di gran lunga stare: sul fondo melmoso dello stagno, fra le alte alghe, e lì attendere che la foga peschicida si plachi. Di tanto in tanto succedeva ma d’altro canto mai nessuno era riuscito a pescarla. Nulla era servito l’accanimento dei dodici (o tredici) pescatori che non volendo cedere all’onta di essere gabbati dope le buone (lenze succulente di wurstel e formaggio) passarono senza il minimo dubbio alle maniere forti: prosciugando lo stagno con un’ immensa quanto complessa idrovora. Certo non prima di aver pescato decine e decine di stivali spaiati – che si sa, anche se non si dovrebbe, finire sempre in uno stagno (come le latte di fagioli).

Quale sarà il destino della carpa Cicciobalda lo decidono due scaltri ragazzini, fratello e sorella, rigorosamente in stivaletti color giallo – sì, quelli della copertina! – che ponendosela sotto un braccio

come fosse un libro di scuola la portano sino a casa, in città.

Una città arroccata su un ponte, quasi ne fosse la sua escrescenza. Una città che vista così pare non ci possa stare neppure una via, una strada, un viottolo! Tutto è arroccato ma, a ben guardare, in quella prospettiva piatta, da sotto a sopra si può seguire una strada che è tutto un ruotare attorno a quell’arroccamento per arrivare lassù dove sventolano due bandiere.

Di certo sappiamo solo che la carpa Cicciobalda va e viene flice e ce lo dice dai risguardi dove nuota prima da una parte e poi dall’altra in un bell’azzurro d’acqua tersa che scurisce al viola in profondità su un fondale di sabbia dorata. Un luogo forse non melmoso ma sicurmente quieto che fa ben presagire.

Due bambini vestiti da bambini, con quegli stivaletti gialli che indossati paiono essese sempre troppo grandi che sembra che ci debbano cadere dentro da un momento all’altro. Due bambini e un’avventura con un pesce un po’ particolare, che dalla copertina pare avere quattro gambe e quattro stivaletti giallo sole, il cui nome forse non lo si legge più neppure al supermercato. Due bambini e una vasca, anche da bagno.

Come salvare la carpa Cicciobalda dai dodici (o forse tredici) pescatori in stivali verdi, come gabbarli in giro per la città quando casa è ancora lontana, passandogli davanti sotto il naso e dietro i loro sederoni. Come salvare la carpa e sfuggire al regolamento di condominio…con un sorriso, naturalmente! Il sorriso che una storia porta spontaneamente sull labbra di grandi e piccini quando il momento dilettura è un momento di divertimento e nulla più. Così, come dovrebbe essere. Sempre.

Così come dovrebbero sempre essere le storie per i bambini con o senza stivaletti gialli.

Dal libro si evince una cosa: che i grandi hanno tutti teste grandi,. rotonde e rosa, non hanno i capelli a volte la barba, forse i baffi. E Cicciobalda? Stelle e palline colorate.

 

La grossa carpa Cicciobalda
Testi e illustrazioni di Luis Murschetz
Edito LupoGuido
Euro 13
Età di lettura: per tutti


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