Letteratura

La línea

Marina Petruzio
20 maggio 2018

Claudia Rueda è nota al pubblico italiano per NO edito da Lapis nel 2011 e vincitore, ex-aequo, della terza edizione del premio Nati per Leggere 2012 nella categoria 0-3. La línea è un albo dal piccolo formato edito in Messico e in Spagna da Editorial Océano per il momento solo in lingua spagnola.

Quando Giacomo Balla nel 1902 dipinse Fallimento qualcuno ebbe a dire, cosa che non si può non appoggiare, che c’era più infanzia lì, nella rappresentazione di quel negozio con le imposte chiuse, chiuse da chissà quanto, andato fallito per chissà quale contingenza, sul cui legno bambini con gessi colorati avevano scarabocchiato, scritto, disegnato. Il legno di quelle imposte teneva lontano dal dentro i curiosi era diventato una lavagna, un luogo di risate, commenti, immaginario, che ancora guardandolo se ne sentono le voci. Così come forse solo un quaderno a quadretti nei giorni appartenuti alla scuola.

Un quaderno a grandi quadretti. Quel truciolo di matita lì sopra nell’angolo e la polvere di mina che sicuramente righerà la pagina parlano di un momento di incuria non indispettito e voluto ma dettato dalla noia, quando qui o là è lo stesso, tanto non mi interessa. Noia per il quadretto, noia per l’esercizio, noia per quel qualcosa che non ha ragione di avere la meglio su una giornata che potrebbe essere altro se fuori. A due quadretti di distanza dal margine un segno sgranato inizia le sue evoluzioni. È un línea. Una linea a matita. Diligente compie capriole, disegna piccole volute, ricerca il quadretto per accomodarvisi dentro, il segno è stentato, la línea traballa sino alla noia. Troppe volute, troppi giri privi di senso. Così com’è, così come non è la línea ad un tratto fugge, non chiude l’ultima voluta e scappa a cercare un’altra pagina. Un luogo meno noioso dove nessuno la costringa ad attorcigliarsi. Va fuori. Fuori dal quadretto, fuori dalla classe.

Fugge veloce srotolandosi, alzandosi e abbassandosi se in città o in montagna, corre sul mare disegnandolo increspato da piccole onde che si susseguono veloci. Haimè, qualcosa sfugge a quel lapis impazzito che ora traccia onde gigantesche, scatena tormente inimmaginabili e superate queste mostri temibili, tentacolari, dalle bocche spalancate e poi…un feroce pirata che gli dice: Leonardo!

Su quel Leonardo! così perentorio si rivela l’infanzia. Quella che ci prova anche a stare lì, in classe, sul quaderno a quadretti, ma che poi…La matita non pensava di testa sua quando andava spavalda e veloce di pagina in pagina incontro all’ignoto la mano di un bambino la guidava, felice di aver trovato una via di fuga da quel ghirigoro a forma di e che già dall’inizio non aveva voglia di restare nel quadretto. Un tonfo al cuore nel sentire pronunciare il proprio nome così, all’improvviso, lo stesso tonfo che si sente dentro quando si riatterra sulla sedia, richiamati in classe da un terribile – e temibile – pirata.

Una feroce lotta lo attende proprio lì sull’ultima e prima del suono della campanella, prima di correre fuori a giocare a palla.

 

La Línea
Testo e illustrazioni Claudia Rueda
Edito Editorial Océano de México
Lingua: Spagnolo
Euro 10
Età di lettura: dai 4 anni


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